Il team manager di Ducati Corse ha tirato in ballo i successi del 'Dottore' parlando dell'impatto mediatico della MotoGp.
La MotoGP continua a far discutere, non solo per ciò che accade in pista ma anche per una popolarità che, negli ultimi anni, sembra aver perso parte della forza che aveva nel pieno dell’era in cui Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e il primo Marc Marquez calcavano le scene. I campioni in questi anni non sono mancati (lo stesso Marquez è tornato a vincere un Mondiale sei anni dopo il precedente) ma l’assenza di figure capaci di travalicare i confini del paddock e parlare al grande pubblico come faceva il numero 46 è diventata un tema ricorrente.
Proprio su questo argomento è intervenuto Davide Tardozzi, che a ‘Speedweek’ ha analizzato il momento del Motomondiale e le sfide che attendono i proprietari di Liberty Media, gli stessi della F1. Il team manager Ducati ha ricordato quanto fosse unico l’impatto di Rossi: “Valentino era una stella e un eroe anche per le nonne, in quegli anni anche loro guardavano la MotoGp” ha detto. Difficile, secondo lui, trovare un altro motociclista in grado di generare un’onda mediatica paragonabile.
Lo stesso Tardozzi, però, ha voluto sottolineare il ruolo positivo di Pecco Bagnaia, capace negli ultimi anni di riportare entusiasmo in Italia (oltre ai due titoli mondiali nella classe regina) ma anche dell’attuale dualismo fra Ducati e Aprilia: “La MotoGP, anche con quello che ha fatto Pecco, è sempre molto seguita nel nostro Paese, e naturalmente lo è grazie alle moto italiane”.
“Non so come si evolverà la situazione con i nuovi proprietari, come vorranno promuovere il campionato – ha poi aggiunto Tardozzi -. Le tribune in Formula 1 sono tutte piene dal venerdì mattina, questo mi fa pensare che qui in MotoGp da qualche parte commettiamo errori. È ovvio che la MotoGp non possa andare a Las Vegas, Dubai o Monte Carlo. Ci sono caratteristiche sono completamente diverse e dobbiamo pensare alla sicurezza, che è diversa da quelle delle auto: questo fa una grande differenza”.
Le parole di Tardozzi hanno acceso la discussione, soprattutto sui social: da una parte chi prova forte nostalgia per i tempi di Valentino Rossi, considerando il ‘Dottore’ un ambasciatore unico e inimitabile del mondo del motociclismo, uno dei pochissimi a far parlare di sé anche in contesti completamente diversi. Dall’altra, però, c’è chi ritiene l’attuale MotoGp assai godibile e applaude a una stagione 2026 che sta riservando numerosi colpi di scena, con diverse moto competitive e un campionato equilibrato.