Il due volte campione del mondo MotoGP pianifica la stagione del riscatto dopo un'annata da dimenticare
Pecco Bagnaia archivia in fretta il suo 2025 da incubo e guarda con speranza alla prossima stagione di MotoGP, la sua ottava in sella ad una moto Ducati. Dopo essere partito con grandi ambizioni un anno fa, il centauro piemontese ha attraversato una profonda crisi che non gli ha permesso di competere con lo scatenato compagno di scuderia Marc Marquez, e gli ha fatto chiudere il Mondiale con un deludente quinto posto. In una intervista ai media presenti alla recente festa Ducati, Bagnaia ha spiegato cosa lo ha bloccato l’anno scorso.
“Devo dire che con l’esperienza ho capito che ogni situazione serve e anche quest’anno, pur non essendo andato bene, bisogna sempre rimanere con i piedi per terra, riflettere e cercare di migliorarsi – ha premesso il due volte campione del mondo MotoGP – . La stagione mi ha messo a dura prova, sia a me che a tutta la squadra. Abbiamo provato a fare il massimo, abbiamo sempre lavorato. Non è mai stato facile individuare quale fosse il problema, quindi ci siamo spesso girati un po’ intorno”, ha ricordato Bagnaia.
“Partivo con l’idea che il mio potenziale con la GP24 fosse veramente alto. Quindi non è stata una questione di adattamento alla GP25, ma piuttosto del fatto che cercavo quel feeling e non è mai arrivato”, sono le sue parole riportate da Motorsport. “Cercare di lavorare meglio nelle difficoltà, individuando un problema principale: quello sicuramente aiuta. Onestamente, la mia serenità è sempre rimasta abbastanza intatta, perché nelle situazioni in cui mi sono trovato bene ero dove so che devo stare”.
“So che il potenziale c’è, so che la velocità non è sparita. Bisogna lavorare per ritrovare le sensazioni. La serenità c’è sempre stata, sono le sensazioni che sono venute un po’ meno, ed è su quelle che bisogna lavorare”, ha dichiarato il piemontese, che poi ha rivolto il pensiero al 2026: “A Valencia abbiamo fatto un bel lavoro”.
“Le condizioni della pista erano buone e mi sono trovato bene con diverse parti, migliori rispetto a quelle del 2025. Ci sono però altri aspetti su cui, secondo me, bisognerà continuare a lavorare. In ogni caso, per me è una buona base da cui partire”.