L’oro olimpico confessa: “Valentino Rossi è il mio idolo”

Articolo di Aldo Seghedoni

"Il mio sport ha bisogno di farsi notare e voglio portarlo nelle case degli italiani come fece lui" ha detto Pietro Sighel.

“Il mio sport ha bisogno di farsi notare e voglio portarlo nelle case degli italiani come fece Valentino Rossi con le moto, è il mio idolo assoluto”: ha le idee molto chiare Pietro Sighel, che con Thomas Nadalini, Arianna Fontana ed Elisa Confortola ha conquistato la medaglia d’oro nella staffetta mista dello short track.

Intervistato da ‘Repubblica’ il fuoriclasse trentino del pattinaggio è tornato anche sul modo in cui ha tagliato il traguardo, dandogli le spalle. “Non volevo mancare di rispetto a nessuno, soltanto gli idioti possono pensare che fosse una presa in giro” ha specificato.

Valentino Rossi nei giorni scorsi ha raccontato al Corriere della Sera il retroscena dell’incontro con il presidente Sergio Mattarella per realizzare il video di apertura della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, un filmato che il pubblico ha accolto con entusiasmo.

Le riprese, svolte nel massimo riserbo, si sono tenute il 2 febbraio. Rossi era stato contattato dagli organizzatori diverso tempo prima e l’idea di trascorrere alcuni minuti faccia a faccia con il Capo dello Stato lo aveva colpito molto. In passato lo aveva già incontrato a Roma, ma solo durante un’udienza collettiva. Questa volta, invece, l’appuntamento è stato privato e il campione ha avuto modo di presentare al Presidente anche la sua compagna, Francesca Sofia Novello.

Il set è stato allestito in un deposito dell’ATM, l’Azienda Trasporti Milanesi, dove sono state girate alcune scene; altre erano state realizzate in precedenza con l’aiuto di controfigure. “Sono arrivato in anticipo, ho indossato la divisa da tramviere con tanto di cappello. Poco dopo è arrivato il Presidente, accompagnato dalla scorta”, ha raccontato.

Per Rossi è stato un momento molto intenso. Mattarella rappresenta per lui un simbolo, una figura che trasmette positività e rispetto, ed è giustamente amata da tutti. Trovarsi davanti a una personalità di questo livello, ha aggiunto il nove volte campione del mondo, significa inevitabilmente confrontarsi con una certa aura.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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