Ducati, Marc Marquez: “Ho rinunciato ad attaccare”. In Portogallo sarà campione se…

Articolo di Martino Davidi

Il centauro catalano è a un passo dal decimo titolo mondiale

Marc Marquez è molto soddisfatto per il suo secondo posto ottenuto in Qatar, che di fatto blinda definitivamente il suo decimo titolo iridato. Il numero 93 è stato stranamente remissivo al via, una scelta voluta: “Ero davvero convinto di come affrontare la gara, ho cercato di gestirla e di guidare nella maniera più intelligente possibile. La strategia era quella di rinunciare all’attacco nella prima fase, lo abbiamo fatto anche lo scorso anno con Morbidelli, poi lo abbiamo ripreso”.

“Volevo fare la gara su Jorge Martin, oggi Bezzecchi e Fernandez andavano forte, i primi giri rischiavi di consumare troppo le gomme. Ho quindi aspettato perché sapevo di poter avere altri 15 giri per andare sul podio. Dietro di me c’era un gruppo di quattro, si poteva arrivare quarti ma non settimi, ho fatto un extra push per staccare il gruppo. Quando ho visto che Raul era in difficoltà l’ho passato”.

“Avrei firmato per fare 32 punti qui in Qatar, era importante per non dare troppo entusiasmo alle due Aprilia. Noi siamo qui. La Ducati sta lavorando benissimo, e mi sta aiutando con tutto”.

Marc Marquez sarà campione del mondo a Portimao se riuscirà a guadagnare almeno 2 punti su Martin: vincendo la Sprint Race, sarebbe già matematicamente iridato. E potrebbe laurearsi in ogni caso campione sabato se arrivasse secondo e Martin terzo, o terzo con Martin al quinto posto.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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