Una scelta coraggiosa, accompagnata da numerose critiche sia all'interno sia all'esterno del paddock, soprattutto durante i momenti più difficili della stagione d'esordio del giovane italiano
Il titolo mondiale conquistato da Kimi Antonelli ha rappresentato il coronamento di una scommessa che, quando è stata fatta, aveva suscitato più di qualche perplessità. A raccontare il percorso che ha portato il pilota italiano sul tetto della Formula 1 è stato direttamente Toto Wolff, team principal della Mercedes, attraverso una lunga mail inviata ai dipendenti della scuderia. Un messaggio inizialmente riservato al personale, ma diventato pubblico grazie a Bradley Lord, vice team principal, che ha deciso di condividerlo su LinkedIn.
Nella lettera, Wolff ripercorre le tappe che hanno accompagnato la crescita di Antonelli, riconoscendo i meriti delle tante persone che hanno contribuito al suo successo. A partire dai genitori Marco e Veronica, fondamentali fin dai primi passi nel karting, passando per gli allenatori e i tecnici che lo hanno seguito nel corso degli anni, fino agli ingegneri Mercedes e a figure come Peter Bonnington e James Allison. Il manager austriaco ha voluto soprattutto ridimensionare il proprio ruolo nella conquista del titolo: “Ho ricevuto troppo credito per una storia che appartiene a così tante persone”. Un riconoscimento collettivo, dunque, per un’impresa costruita attraverso il lavoro di un’intera squadra.
“Mettere un diciottenne in Mercedes non era una scelta facile”, ha ammesso Wolff, tornando sulla decisione di affidare ad Antonelli il sedile lasciato libero da Lewis Hamilton, passato alla Ferrari. Una scelta coraggiosa, accompagnata da numerose critiche sia all’interno sia all’esterno del paddock, soprattutto durante i momenti più difficili della stagione d’esordio del giovane italiano. La posizione della Mercedes, però, non è mai cambiata. “Non puoi chiedere a un giovane pilota di imparare e poi punirlo per gli errori”, ha spiegato Wolff, sottolineando come la squadra non abbia mai giudicato Antonelli soltanto sulla base dei risultati immediati, ma abbia sempre guardato al suo potenziale e a quello che avrebbe potuto raggiungere negli anni successivi.
Nel messaggio c’è spazio anche per George Russell, il cui contributo è stato fondamentale per rendere possibile la scommessa sul giovane compagno di squadra. Wolff lo ha definito un campione e un pilota di riferimento per il team, evidenziando come la sua esperienza, la velocità e la capacità di leadership abbiano dato alla Mercedes la sicurezza necessaria per affiancargli un esordiente. Il team principal ha ringraziato anche il consiglio di amministrazione, l’amministratore delegato Ola Källenius, gli sponsor e la moglie Susie, che lo aveva incoraggiato a fidarsi del proprio istinto e a sostenere la scelta di puntare su Kimi.
La parte più personale della mail è però dedicata proprio ad Antonelli. Wolff ha ricordato che nessuno può guidare al posto di un pilota, indipendentemente dal sostegno e dalle opportunità ricevute. “Kimi ha commesso errori. Tutti li commettiamo. Ma non ha mai smesso di imparare, di ascoltare e di credere in ciò che poteva raggiungere”. Il manager ha poi sottolineato come il giovane campione sia rimasto lo stesso ragazzo perbene che aveva conosciuto tanti anni prima, nonostante la pressione e le responsabilità legate a un sedile così importante.
La conclusione è una sorta di rivendicazione, ma anche un messaggio rivolto a tutta la Mercedes: Wolff riconosce di aver creduto in Antonelli e di aver avuto il coraggio di prendere una decisione importante, senza però attribuirsi i meriti esclusivi del risultato. “Questa non è la storia del mio successo. È la nostra”.