La battaglia nella Sprint Race con George Russell e soprattutto le proteste via radio di Kimi Antonelli non sono affatto piaciute a Toto Wolff.
La Sprint Race tenutasi a Montreal, primo atto agonistico del weekend che culminerà nel Gran Premio del Canada, ha vissuto forse la nascita della rivalità vera e propria tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli. Ad aggiudicarsi la gara breve del sabato è stato proprio l’inglese, costretto a difendersi con una manovra molto aggressiva dall’attacco del compagno di squadra. Proprio il bolognese si è a lungo lamentato via radio con il muretto box della Mercedes e, forse per la prima volta dal suo debutto, non ha visto Toto Wolff proteggerlo senza se e senza ma. Anzi, il team principal della scuderia è apparso piuttosto seccato con lui, sia a motori ancora accesi che nei minuti successivi.
Dopo la sportellata di Russell che lo ha costretto a cedere anche il secondo posto a Lando Norris, Antonelli ha protestato con i suoi tecnici sentendosi dire da Wolff in persona di concentrarsi sull’azione in pista lasciando perdere “le lamentele via radio”. Ma il team principal Mercedes ha anche rincarato la dose in seguito, parlando con ‘Sky Sport’. “Quel messaggio a Kimi ha una spiegazione. Non vogliamo che nel team inizino guerre alla Star Wars, che potrebbero nel tempo anche degenerare – ha dichiarato -. Dovevo semplicemente gestire quella situazione, dovuta anche all’emotività del momento. Lui è giovane, ma al suo posto George avrebbe probabilmente fatto lo stesso. Ho apprezzato il momento, che ci ha permesso di capire come gestire simili situazioni. Ma non vogliamo incidenti tra i nostri piloti, o in generale rischiare di perdere una gara. Ci sono regole interne da rispettare”.
Nelle interviste del dopo-gara ai microfoni dell’organizzazione del Mondiale, Antonelli ha provato a inquadrare l’accaduto con maggiore lucidità: “È stata una battaglia dura. Con George avevamo praticamente lo stesso passo: ho provato a superarlo, eravamo affiancati, ma lui mi ha spinto fuori. Poi ho commesso un errore alla curva otto e lì ho compromesso definitivamente la mia gara”. Piccato, dal canto suo, il commento di Russell: “Con Kimi è stata una bella sfida, è molto importante aver concluso entrambi sul podio, anche perché lui ha visto spesso l’erba”. A sorridere di più, alla fine, è stato Lando Norris, abile a inserirsi nella bagarre interna alla Mercedes: “Oggi avrei potuto solo approfittare di qualche occasione, sono riuscito a inserirmi nella lotta fra Russell e Antonelli, è andata bene così”.
La dinamica dell’episodio chiave è chiara: al sesto giro, Antonelli aveva tentato un sorpasso ai danni di Russell mentre entrambi erano in lotta per la prima posizione, ritrovandosi però la strada chiusa ed essendo costretto a uscire di pista. Un momento che lo aveva innervosito per il resto della Sprint, tanto da commettere quell’ulteriore errore alla curva otto che ha spalancato la porta a Norris per il secondo posto. Il risultato finale ha visto Russell primo, Norris secondo e Antonelli terzo, con Oscar Piastri quarto sull’altra McLaren e le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton rispettivamente quinta e sesta.
Fuori dalla pista, intanto, la discussione si è accesa anche tra i tifosi. Da una parte c’è chi accusa Russell di aver ignorato completamente lo spirito di squadra Mercedes, leggendo la sua difesa aggressiva come un gesto fuori luogo nei confronti del compagno più giovane. Dall’altra, invece, non manca chi punta il dito contro Antonelli, ritenendolo troppo irruento nelle fasi calde della Sprint e forse appesantito dalla pressione della leadership in classifica. Una pressione che, va ricordato, Wolff stesso aveva già identificato come una variabile da gestire con cura: nelle scorse settimane, dopo il terzo successo consecutivo di Antonelli a Miami, il team principal aveva avvertito che “nel momento in cui farà una brutta gara allora la gente dirà: forse non è la superstar che pensavamo”, sottolineando la necessità di seguire “una traiettoria, sapendo che ci saranno alti e bassi com’è normale che sia per un ragazzo della sua età”.
In classifica generale, la Sprint di Montreal non stravolge i rapporti di forza ma li avvicina sensibilmente: Antonelli resta al comando con 106 punti, ma Russell sale a quota 88, riducendo il distacco a 18 lunghezze. Un gap ancora importante, ma che racconta di una rivalità interna alla Mercedes sempre più accesa, come del resto aveva già anticipato in passato l’ex pilota proprio della McLaren David Coulthard: “L’amicizia è finita, George ora sa che c’è una vera minaccia al titolo mondiale”. Il weekend canadese prosegue nella grande attesa per il Gran Premio di domenica, e la Mercedes si presenta all’appuntamento con una certezza in più: la guerra fredda tra i suoi due piloti è ufficialmente diventata calda.