"Sta scritto nelle stelle che un giorno Kimi vestirà di rosso. Ma ad una condizione ben precisa…".
Da campione del mondo a campione del mondo, anche se tra un’ìmpresa e l’altra sono trascorsi ben quarantaquattro anni. Il grande Dino Zoff esalta il talento di Kimi Antonelli, sottolineandone la straordinaria maturità nonostante i soli vent’anni. L’ex grande portiere azzurro, iridato a Spagna ’82, grande appassionato di Formula 1, vede nel giovane pilota emiliano qualità rare e immagina per lui un futuro in Ferrari.
“Però, sta scritto nelle stelle che un giorno Kimi vestirà di rosso. Ma ad una condizione ben precisa: che la Ferrari sia in grado di dargli una macchina competitiva, altrimenti proprio non ne vale la pena”, ha dichiarato il mitico 84enne in un’intervista esclusiva concessa al Quotidiano Nazionale.
Il super quiz di Sportal.it su Kimi Antonelli: dodici domande, alcune per niente facili
Il paragone con la storia della Rossa non è nuovo. Pochi giorni fa Piero Ferrari, sempre sulle colonne del Quotidiano Nazionale, aveva accostato Antonelli a Niki Lauda: “Il paragone regge perché Kimi, come il primo Niki in Ferrari, ha palesato da subito una maturità persino sorprendente”. Il figlio del Drake ha ammesso che sarebbe stato più contento se il Mondiale fosse stato conquistato da Leclerc o Hamilton, ma si è detto felice che a salire sul trono dell’automobilismo sia “un figlio della nostra terra, la terra dei motori”. Lauda ha conquistato due titoli con Maranello, nel 1975 e nel 1977, centrando 15 vittorie tra il 1974 e il 1977.
Il titolo è arrivato a Città del Messico, al termine di una stagione dominata dal pilota bolognese con la Mercedes. Il successo di Austin, il nono stagionale, era giunto dopo una pole e una gara controllata con una superiorità schiacciante per velocità e gestione delle gomme. Toto Wolff, il team principal che lo ha lanciato, si era spinto a dire che “Kimi penso abbia superato le prestazioni della macchina”, sostenendo che anche Niki Lauda “si sarebbe tolto il cappello davanti a lui”.
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Il campione ha già fatto sapere che nel 2027 non userà il numero 1: Antonelli resterà fedele al 12, quello di Ayrton Senna, suo idolo di sempre. “Poi devo ammettere che sono superstizioso e quando ho avuto l’1 sul telaio non è andata bene”, ha spiegato dal Brasile, dove ha incontrato la famiglia del campione brasiliano e si è seduto nell’abitacolo della sua Lotus. Domenica a Interlagos sarà il suo primo Gran Premio da campione del mondo, con un casco speciale dedicato a Senna in occasione del 35° anniversario della vittoria nel Gran Premio di casa del 1991.
Intanto in casa Ferrari il clima non è dei più sereni. Dopo lo scontro tra Hamilton e Leclerc nel Gran Premio del Messico, che ha favorito la vittoria di Max Verstappen, Jean Alesi ha parlato di “due piloti che sembrano correre a titolo personale”. Frédéric Vasseur, tracciando un primo bilancio della stagione, ha ammesso: “Con il senno del poi quest’anno avrei fatto praticamente tutto in modo diverso”, indicando nel motore il problema chiave, un progetto dal respiro pluriennale che non si può cambiare rapidamente. Una Ferrari senza titoli da vent’anni, dunque, che dovrà dimostrare di poter offrire quella macchina competitiva di cui parla Zoff.