Dino Zoff
Aggiornato Ven 09 Ott 2026 alle 11:13Dino Zoff continua a essere una delle voci più autorevoli e ascoltate del calcio italiano. Le ultime notizie che lo riguardano dipingono un ritratto di un uomo che non si limita a vivere di ricordi, ma interviene con lucidità e talvolta con ironia tagliente sui temi più caldi del presente. Dalle ultime dichiarazioni emerge un Zoff preoccupato per il futuro della Nazionale, critico verso certi eccessi del calcio moderno, ma sempre capace di riconoscere il talento quando lo vede.
Zoff e la crisi della Nazionale: tre Mondiali persi non sono un caso
Il tema che più ha occupato Zoff negli ultimi mesi è senza dubbio la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, la terza consecutiva nella storia degli Azzurri. In una lunga intervista rilasciata ad aprile 2026, il campione del mondo 1982 non ha usato mezzi termini: «Non so se l’Italia abbia perso la sua identità, ma siamo alla terza volta che non andiamo al Mondiale, quindi è qualcosa di più. Una può succedere, due anche, ma alla terza vuol dire che abbiamo problemi notevoli».
Una diagnosi severa, che Zoff ha accompagnato con una ricetta altrettanto chiara: abbassare le ambizioni nel breve periodo e costruire con pazienza. «Prima di tutto bisogna giocare in base alla propria forza. Se uno non è così forte e vuole giocare come se lo fosse, perde. Bisogna adeguarsi al momento storico che stiamo vivendo, senza ambire subito a cose grandi, ma facendo passi più piccoli». Per la panchina azzurra, il friulano ha indicato Antonio Conte come uno dei profili più credibili, definendolo «un allenatore di grande esperienza» e ricordando di averlo avuto come allievo agli Europei del 2000, quando era «una mezz’ala straordinaria, completa, con una personalità enorme».
In questo contesto si inserisce anche la vicenda che ha fatto il giro dei social dopo l’eliminazione contro la Bosnia. Il giornalista Leo Turrini ha raccontato a Radio 24 un retroscena diventato virale: Zoff, contattato per gli auguri di Pasqua, avrebbe commentato con la sua proverbiale flemma friulana la scena del foglietto con i nomi dei tiratori sottratto a Gianluigi Donnarumma da un raccattapalle bosniaco. «Ma secondo te io avevo bisogno di un foglietto per parare i rigori ai bosniaci?», la risposta secca del leggendario portiere, diventata subito virale.
Il giudizio su Donnarumma e il ruolo del portiere moderno
Il rapporto tra Zoff e Donnarumma è uno dei fili conduttori delle ultime dichiarazioni dell’ex numero uno bianconero. Se da un lato il campione del mondo ha sempre difeso il portiere del Manchester City dalle critiche più feroci — nel 2023 aveva detto chiaramente che «Donnarumma ci ha fatto vincere gli Europei» e che certi attacchi erano «esagerati» — dall’altro non ha mancato di sottolineare i limiti di un certo modo di interpretare il ruolo.
Commentando un errore con i piedi di Donnarumma in una partita di Premier League, Zoff è stato drastico: «Un portiere deve saper usare le mani come si deve. Il gioco con i piedi è un di più, ma non bisogna esagerare. Se un portiere tocca più palloni con i piedi di un centravanti, qualcosa non va». Una critica che va oltre il singolo episodio e tocca una tendenza generale del calcio contemporaneo, dove al portiere viene sempre più richiesto di essere il primo costruttore del gioco. Per Zoff, l’esagerazione è sempre il problema: vale per i piedi, vale per il VAR, vale per i falli simulati.
Su quest’ultimo punto, il friulano ha avanzato una proposta concreta: «Si dovrebbe fischiare meno. Troppi giocatori si buttano a terra per contatti minimi. Io introdurrei una regola semplice: chi resta a terra viene portato fuori automaticamente e rimane fuori 3 minuti. Così si eliminerebbero molti comportamenti opportunistici». Una visione del calcio old school, certo, ma espressa con la coerenza di chi ha sempre predicato essenzialità e concretezza.
Lo sguardo sui portieri di oggi: Carnesecchi e Di Gregorio promossi
Nonostante le critiche al sistema, Zoff non rinuncia a valorizzare i talenti emergenti. Alla fine del 2024 aveva indicato Marco Carnesecchi come il portiere che aveva fatto «più progressi negli ultimi due anni», elogiando la sicurezza e la determinazione che l’estremo difensore dell’Atalanta aveva saputo trasmettere alla difesa nerazzurra. Un riconoscimento di grande peso, considerando la fonte.
Analogamente, parlando della Juventus a settembre 2024, Zoff aveva promosso Michele Di Gregorio, nuovo portiere bianconero: «Mi ha fatto un’ottima impressione a Monza, negli ultimi due anni, quindi per me è un grande sì. La base tecnica c’è, la gavetta alle spalle anche». E sulla Juventus in generale, pur riconoscendo i progressi sotto la guida di Thiago Motta, aveva mantenuto l’Inter come favorita per lo scudetto, sottolineando come i nerazzurri disponessero della rosa «più attrezzata in Italia».
Le ultime notizie su Dino Zoff restituiscono dunque l’immagine di un uomo che a 84 anni continua a seguire il calcio con passione e spirito critico, senza nostalgie sterili ma con la consapevolezza di chi ha vissuto dall’interno le stagioni più gloriose del calcio italiano. La sua voce, puntuale e mai banale, rimane un riferimento imprescindibile per chiunque voglia capire dove sta andando — o dove sta sbagliando — il calcio del nostro Paese.