Esclusiva Ivan Capelli: “Mondiale aperto, Hamilton può rinascere”

Articolo di Aldo Seghedoni

"Quando Verstappen parla lo fa a ruota libera senza avere peli sulla lingua ed è un po' anche quello che ci piace" ha aggiunto l’ex pilota della Ferrari.

Ivan Capelli fa parte dal team editoriale capitanato da Carlo Vanzini che racconterà il campionato del mondo di F1 del 2026. In occasione della presentazione del palinsesto stagionale dei motori dell’emittente Sportal.it ha intervistato in esclusiva l’ex pilota della Ferrari: “Ci aspetta un mondiale sicuramente aperto, ma è ovvio che in questo momento le squadre si stanno nascondendo” ha esordito.

“Nelle prove le scuderie stanno facendo di tutto e di più per riuscire a mascherare quelle che sono le vere prestazioni – ha aggiunto -. Però anche in questo caso, le prime quattro squadre che conosciamo, McLaren, Mercedes, Ferrari e Red Bull, sono vicine, sembrano vicine. Questo è, come dire, l’indicazione che sarà un mondiale sicuramente aperto e che ci farà divertire, in pista ma anche sul divano di casa, perché si preannuncia equilibrato e combattuto”.

“Poi le incognite sono tante, anche da un punto di vista dell’apprendimento dei piloti, dell’adattamento a modalità diverse di guida, di ragionamenti che dovranno fare in maniera repentina, istantanea, anche quando dovranno gestire la parte elettrica. Questo non sarà facile, però come tutte le cose si abitueranno e troveranno poi in giusto modo” ha proseguito il milanese.

Tra i tifosi della Ferrari c’è grande attesa per quello che riuscirà a fare Lewis Hamilton dopo un’annata ampiamente inferiore alle aspettative: “Il britannico ha l’opportunità di poter sfruttare questo nuovo cambio di regolamento per rinascere. In realtà lui non ha mai apprezzato né interpretato nella maniera giusta le macchine con l’effetto suolo. In quattro anni ha vinto due gare. Quindi è la dimostrazione che non ha mai veramente digerito il regolamento passato. Quello nuovo è un’opportunità, non sarà facile per lui, perché ha tanta memoria di cose passate che lo potranno magari deviare nell’intuito, nell’istinto che è poi quello che ti fa andare forte. Però lui ha ancora voglia, tanta voglia di togliersi la soddisfazione di veramente vincere con la Ferrari. Qual è il problema? È che non è più come una volta che magari avrà soltanto due o tre avversari. Adesso ce ne sono sette od otto e quindi la cosa si fa molto più seria”.

Capitolo Verstappen: “Max non è nervoso, no. Direi che è diventato più saggio. Ha più esperienza, la sua vita personale si è modificata con l’arrivo di un figlio, il suo rapporto con Kelly Piquet si sta consolidando, sta diventando uomo e più consapevole della sua posizione. Quando parla lo fa a ruota libera senza avere peli sulla lingua ed è un po’ anche quello che ci piace da un certo punto di vista. Perché è nudo e crudo come noi vogliamo che siano i piloti senza ‘politichese’, dice quello che vuole dire. E’ ovvio che anche lui gioca con le parole da un punto di vista politico perché sa che ha bisogno di poter avere una macchina competitiva per vincere e come quelli che sanno vincere vuole tutto per lui: il regolamento, i tifosi, non lascia niente a nessun altro. Il suo è il giusto atteggiamento di chi vuole primeggiare”.

 

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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