Mercato Inter, una nuova beffa dopo il caso Marco Palestra: appello a Pavard

Articolo di Flavio Brambilla

Nonostante il forte apprezzamento di Cristian Chivu, l'operazione Romero rischia di sfumare a causa delle dinamiche del mercato nerazzurro.

Cristian Romero sembra allontanarsi dall’Inter. Nonostante il forte apprezzamento di Cristian Chivu, che ha avuto modo di seguirlo da vicino durante il Mondiale, l’operazione rischia di sfumare a causa delle dinamiche del mercato nerazzurro.

Tra Inter e Tottenham era stata raggiunta un’intesa di massima sulla valutazione del cartellino. L’affare avrebbe potuto chiudersi sulla base di circa 40 milioni di euro, cifra condivisa dalla dirigenza nerazzurra guidata da Giuseppe Marotta e Piero Ausilio. Restava da definire soltanto l’accordo con il giocatore, con una distanza economica ritenuta colmabile: Romero chiedeva circa 6 milioni di euro a stagione, mentre l’Inter puntava a chiudere intorno ai 5-5,5 milioni, eventualmente attraverso un sistema di bonus.

Il vero ostacolo, però, riguarda il mercato in uscita. Prima di affondare il colpo per il difensore argentino, l’Inter deve necessariamente trovare una sistemazione a Benjamin Pavard. La cessione del francese, che però non intende muoversi di nuovo, permetterebbe infatti di liberare un posto in rosa e, soprattutto, di alleggerire il monte ingaggi.

Nelle ultime ore, infatti, si è inserito con decisione l’Atletico Madrid. Il club allenato da Diego Simeone dispone ora di maggiore liquidità grazie alle cessioni di Nahuel Molina e Matteo Ruggeri ed è pronto a investire per riportare in Liga il centrale argentino.

Per l’Inter si profila quindi il rischio di un nuovo sorpasso sul mercato, dopo quello già incassato dal Chelsea nella corsa a Marco Palestra. Se la situazione legata a Pavard non dovesse sbloccarsi rapidamente, anche la pista che porta a Romero potrebbe definitivamente raffreddarsi.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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