L'obiettivo dichiarato era riscattare la deludente stagione precedente, ma la realtà si è rivelata ben diversa dalle aspettative
Il giorno dopo l’esonero di Fabio Grosso, che ha pagato il pessimo inizio di stagione, con tre sconfitte in altrettante partite di campionato: sulla panchina della Fiorentina è già pronto a tornare Paolo Vanoli, che la società aveva salutato alla fine della scorsa stagione nonostante la salvezza faticosamente raggiunta. L’ufficialità è attesa nelle prossime ore, dopo che a caldo erano stati fatti anche i nomi di Thiago Motta e Alberto Gilardino.
Stando a Sportmediaset, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe un duro confronto avvenuto domenica sera intorno alle 23 tra l’ormai ex allenatore viola e il direttore sportivo Fabio Paratici, la cui prima mossa da dirigente viola era stata proprio la scelta dell’ex campione del mondo, duramente contestato dai tifosi viola dopo la sconfitta di sabato contro il Torino.
La parabola di Grosso a Firenze si è rivelata brevissima e amara. Arrivato in estate dopo l’esperienza al Sassuolo – dove aveva prima conquistato la promozione in Serie A e poi centrato una tranquilla salvezza . aveva firmato un contratto biennale da 1,2 milioni di euro all’anno, raccogliendo l’eredità di Paolo Vanoli. L’obiettivo dichiarato era riscattare la deludente stagione precedente, ma la realtà si è rivelata ben diversa dalle aspettative.
Il bilancio della sua gestione parla da solo: tre sconfitte in tre partite, con un passivo complessivo pesantissimo. Prima il 4-0 subito all’Olimpico contro la Roma, poi il 3-0 casalingo contro il neopromosso Frosinone e infine la rimonta subita dal Torino di Abate al Franchi, dove i viola avevano pure trovato il vantaggio con Pellegrino prima di capitolare per 2-1 con le reti di Mandragora e Adams. Una partenza che non si registrava a Firenze dalla stagione 1935-36.