Oggetto prezioso del mercato in uscita della Fiorentina, Moise Kean è finito nel mirino soprattutto del Como: poi il colpo di scena.
Calciomercato Fiorentina: per Moise Kean arriva la svolta. Una decisione improvvisa della dirigenza viola, trapelata nella giornata di lunedì, promette di stravolgere le trattative di mercato del club toscano deludendo tanti. Con il benestare del nuovo allenatore Fabio Grosso, infatti, il club ha deciso di blindare il suo attaccante anche per la stagione 2026-2027, resistendo a qualsiasi offerta arrivasse nelle settimane a venire. Questo rilancio del classe 2000 come fulcro del progetto gigliato spiazza soprattutto il Como, che in vista della Champions League e delle relative liste da consegnare alla UEFA ha sete di rinforzi dal passaporto italiano.
Eppure fino a poche ore prima lo scenario sembrava ben diverso. Stando a quanto riportato da ‘Sky Sport’, il Como aveva già avviato contatti concreti con gli agenti di Kean, spingendosi fino a valutare un investimento da 40 milioni di euro — cifra che la Fiorentina stessa aveva fissato come prezzo del cartellino. Fabregas, reduce da una stagione in cui i lariani hanno chiuso quarti in Serie A, vedeva nell’attaccante il profilo ideale per aggiungere fisicità e profondità a un reparto offensivo già arricchito dagli arrivi di Luis Milla, Mattia Liberali e, nelle ultime ore, di Trevoh Chalobah dal Chelsea e di Yan Couto in prestito dal Borussia Dortmund.
A rendere ancora più appetibile il dossier Kean, agli occhi del Como, era proprio la questione delle liste UEFA: con la Champions League all’orizzonte, i lariani hanno bisogno di calciatori formati in Italia, e il centravanti di Vercelli — 26 presenze e 13 gol in Nazionale — rappresentava una soluzione pressoché perfetta. Non a caso, secondo le indiscrezioni circolate nelle scorse settimane, la società lombarda era pronta a garantirgli un ingaggio di 4,5 milioni di euro annui, in linea con quanto già percepito in Toscana.
Sul fronte viola, la svolta di lunedì ribalta anche le dichiarazioni con cui il direttore sportivo Fabio Paratici aveva in qualche modo lasciato aperto uno spiraglio già a metà giugno. “Kean è un patrimonio della Fiorentina come lo è del calcio italiano”, aveva detto il dirigente, “ma soltanto cinque o sei club al mondo possono permettersi di non trattenere i propri calciatori in caso di offerte importanti”. Parole che avevano immediatamente riacceso l’interesse di altre pretendenti, dall’Al-Hilal di Simone Inzaghi — già attivo su Kean nel mercato invernale — al Newcastle, alla ricerca di un rinforzo offensivo dopo una stagione deludente in Premier League.
La stessa posizione di Grosso sembrava, fino a poche ore prima della svolta, tutt’altro che di chiusura totale. “Le voci di mercato ci sono, anche perché parliamo di un calciatore fortissimo”, aveva dichiarato il tecnico dopo l’amichevole vinta contro il Gubbio. “Noi però scendiamo in campo solo per migliorare. Se restasse con noi sarei felice, se dovesse andare via gli faremo il nostro in bocca al lupo”. Un diplomatico equilibrismo che lunedì ha lasciato il posto a una scelta netta: Kean resta, e sarà lui il riferimento offensivo della Fiorentina nel nuovo corso. A confermarlo, del resto, anche la sua presenza nella formazione schierata da Grosso nell’amichevole contro il Real Madrid di Mourinho, dove il centravanti ha agito in coppia con Gudmundsson nel tandem d’attacco gigliato.