La Fiorentina manda a casa Fabio Grosso: esonerato quasi a mezzanotte

Articolo di Flavio Brambilla

Arrivato in Toscana in estate dopo la proficua esperienza di Sassuolo il tecnico abruzzese è stato protagonista di una partenza di campionato da incubo.

“ACF Fiorentina comunica che Fabio Grosso è stato sollevato, in data odierna, dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile”. Attraverso un laconico comunicato, veicolato quando mancavano poco più di trenta minuti alla mezzanotte, la società viola ha annunciato che la sua strada e quella del campione del mondo del 2006 si separano.

Arrivato in Toscana in estate dopo la proficua esperienza di Sassuolo il tecnico abruzzese è stato protagonista di una partenza di campionato da incubo insieme con i suoi calciatori: in rapida successione sono arrivate la batosta dell’Olimpico (4-0 per la Roma di un indemoniato Malen) e due sconfitte casalinghe. La prima, con il neopromosso Frosinone è stata pesante (0-3), la seconda con il Torino di Ignazio Abate meno (1-2) ma è stata fatale.

Contro i granata, al Franchi, la Fiorentina aveva pure trovato il vantaggio: Pellegrino al 48′ aveva sorpreso Lucas Perri con un tiro da fuori area, illludendo i tifosi viola di una possibile svolta. Ma il Torino ha reagito con carattere, pareggiando al 74′ con Mandragora — ex di giornata ceduto proprio dalla Fiorentina nell’ultimo giorno di mercato per soli cinque milioni — e completando la rimonta all’82’ con Adams, bravo a concludere in acrobazia su assist di Belghali. Un finale da dimenticare, tra i fischi di un Franchi sempre più esasperato.

La curva non aveva nascosto il proprio malcontento già nel corso della partita, intonando più volte il coro “Grosso salta la panchina”. Una contestazione che fotografava plasticamente l’umore di una piazza che non aveva digerito nemmeno le prime due sconfitte. Tre ko nelle prime tre giornate rappresentano, peraltro, una partenza che alla Fiorentina non si registrava dalla stagione 1935-36.

Nelle ore immediatamente successive alla sconfitta con il Torino, Grosso aveva escluso pubblicamente qualsiasi ipotesi di dimissioni, assumendosi tutte le responsabilità per il disastroso avvio di stagione: “Non ho mai pensato alle dimissioni”, aveva dichiarato il tecnico, ricordando di essere consapevole fin dall’inizio delle difficoltà che avrebbe incontrato a Firenze. La società, in quel frangente, aveva fatto filtrare una linea di continuità, ritenendo prematuro l’esonero in considerazione dei numerosi cambiamenti estivi. Evidentemente, nel giro di poche ore, qualcosa è cambiato in maniera decisiva.

Ora si apre il rebus del successore. Nelle ultime ore circolava già qualche nome: tra i candidati spunta quello di Alberto Gilardino, campione del mondo 2006 come Grosso e legato a Firenze da un trascorso da calciatore tra il 2008 e il 2012  e quindi nel 2015. Una suggestione tutta italiana per provare a raddrizzare una stagione già pericolosamente in salita. In ascesa anche le quotazioni di Thiago Motta.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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