Milan, il flop europeo pesa: il mercato degli svincolati torna un’opzione concreta

Articolo di Nicola Lama

Infortuni, prestazioni altalenanti e un'avventura europea finora deludente stanno caratterizzando negativamente la stagione rossonera.

La trasferta di Bournemouth ha lasciato cicatrici profonde in casa Milan. La sconfitta per 3-0, arrivata in una partita giocata in dieci da metà del primo tempo a causa della follia di Mike Maignan, rappresenta non solo un passo falso dal punto di vista del risultato, ma anche un campanello d’allarme sulle fragilità psicologiche della squadra.

Il Milan visto in Inghilterra è parso lontano dalla squadra sicura e propositiva che il tecnico Ruben Amorim vorrebbe vedere in campo e in campionato sono spesso le giocate dei singoli a regalare gol e punti in classifica, benché non siano sufficienti a mascherare momenti di blackout prolungati, come già visto nell’ultima mezz’ora contro l’Atalanta. La squadra sembra mancare di fiducia nei propri mezzi, e quando le cose si complicano come al Vitality Stadium, fatica a reagire da collettivo.

Ad aggravare la situazione c’è la lista degli indisponibili che si allunga di giorno in giorno. Saelemaekers e Gabbia sono fuori praticamente fino alla primavera, Chukwueze è costretto ai box e Gonçalo Ramos è bloccato da un fastidio muscolare. Con il mercato di gennaio ancora lontano, la soluzione immediata per mettere qualche toppa è quindi il mercato degli svincolati.

Per l’attacco, il nome più suggestivo è quello di Jadon Sancho, ancora libero e inseguito anche dalla Roma. Le soluzioni che portano a Karim Benzema o Mauro Icardi sono invece viste come anacronistiche e poco funzionali per un inserimento immediato in un contesto che darà inevitabilmente poco tempo per entrare negli ingranaggi di squadra.

In difesa, tra i calciatori disponibili ci sono Rodrigao, ex Zenit e Stella Rossa, e Rodrigo Schlegel, scuola Racing de Avellaneda, che però non ha mai giocato in Europa. Sarebbe libero anche Francesco Acerbi, già rossonero nella stagione 2012-2013, ma la lunga militanza all’Inter e qualche polemica con l’ambiente rossonero non ne fanno al momento un candidato credibile. Anche se, come al solito, le vie del mercato sono infinite.

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