Il Monza convince in campo ma la nuova maglia divide i tifosi

Articolo di Nicola Lama

Nemmeno il successo nell'amichevole di prestigio con il Galatasaray ha placato il confronto sulla nuova divisa dei brianzoli.

Il Monza neopromosso in Serie A ha inaugurato la stagione con due test incoraggianti: il 4‑3 nella sgambata d’esordio contro la Pro Vercelli e, soprattutto, il convincente 2‑0 di Linz contro il Galatasaray, firmato venerdì sera da Carboni e Cutrone. Ma, più dei risultati, a tenere banco tra i tifosi è la nuova maglia del club brianzolo, protagonista di un acceso confronto sui social anche dopo l’esordio della versione ‘away’, avvenuto proprio contro i turchi.

Lo sponsor tecnico della società biancorossa, la Nike, ha scelto infatti di rompere con la tradizione, eliminando la storica banda verticale (bianca sulla versione casalinga, rossa su quella da trasferta) che per decenni ha rappresentato un segno distintivo del club brianzolo. Una decisione che ha spaccato la tifoseria.

Non sono pochi, nelle sezioni commenti dei post che presentano la nuova divisa, gli interventi di chi vede nella scelta un tradimento dell’identità: “Senza banda non è la maglia del Monza” scrive un tifoso, mentre c’è chi ironizza: “Una maglia rossa con colletto bianco e una bianca col colletto rosso? Sembra il Perugia, voto zero”. C’è però chi difende la novità: “Chi parla sempre della banda forse non ha seguito molto il Monza negli ultimi 30‑40 anni” ha scritto un sostenitore più conciliatore.

Il confronto si è acceso fra “nostalgici” e “revisionisti”. “La maglia con banda dava una riconoscibilità consolidata sull’identità del Monza” ricorda un tifoso, cui però un altro replica: “Storia esagerata, negli anni Ottanta e Novanta la banda non c’era. Anche la terza maglia, quella blu notte, non presenta bande verticali: lo scorso anno, invece, ne aveva una bicolore, bianca e rossa.

La maglia senza bande tocca comunque corde profonde in una piazza abituata a riconoscersi in un segno grafico semplice ma identitario.
In campo, per ora, la squadra allenata da Ivan Juric ha risposto bene ma la sfida più difficile fuori dal campo è un’altra: far sì che la nuova divisa conquisti il cuore dei tifosi.

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