Ripescaggio Italia ai Mondiali, si rialza la tensione: “E’ un nostro diritto”

Articolo di Martino Davidi

Mentre il conflitto tra USA e Iran potrebbe riesplodere, si attendono novità sul fronte sportivo

Il conflitto nel Golfo Persico sta per riaccendersi, la tensione tra Stati Uniti ed Iran è tornata alle stelle e tutto questo rischia di ripercuotersi sulla partecipazione della selezione di Teheran al Mondiale 2026 proprio negli USA. L’incontro di Zurigo con la FIFA potrebbe allontanare le ombre, ma al momento tutto è ancora in bilico (l’Italia è spettatrice interessata) e dall’Iran arrivano le dichiarazioni battagliere dei giocatori, che rivendicano il diritto di partecipare alla rassegna iridata.

L’attaccante dell’Iran Ali Alipour non ha dubbi: “Partecipare ai Mondiali è un nostro diritto e dobbiamo lottare per il nostro Paese e per la sua integrità territoriale. Siamo soldati dell’Iran e, in base al nostro dovere, lo dimostreremo sul campo”, sono le parole riportate dall’agenzia di stampa Irna.

“La situazione del ritiro è ottima. Dopo la pausa del campionato, su decisione dell’allenatore Amir Khan Ghalenoei e dello staff tecnico, siamo entrati nella fase di preparazione con la nazionale. Gli allenamenti atletici e tattici stanno procedendo secondo i programmi e sentiamo di migliorare giorno dopo giorno. Lavoriamo con grande serietà e impegno per raggiungere al più presto il livello di forma fisica e tecnica richiesto dallo staff, in modo da arrivare ai Mondiali con una squadra molto coesa e ottenere un ottimo risultato”.

Alipour ha commentato il pressing dell’inviato di Trump di sostituire l’Iran con l’Italia: “Nessuno può togliere il nostro posto a favore di un’altra squadra: la qualificazione è un nostro diritto. Sotto la guida di Amir Khan Ghalenoei abbiamo ottenuto la qualificazione più rapida della storia. Il presidente della FIFA ha confermato che l’Iran sarà presente. Il sostegno di grandi campioni come Figo e Mourinho non è casuale. Il Mondiale è un evento che unisce il mondo intero. I tifosi di ogni Paese sostengono la propria nazionale per vivere momenti di gioia. Noi non ci curiamo delle distrazioni create dal presidente di quel Paese: la nostra mente è concentrata solo sul nostro lavoro”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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