Ripescaggio Italia ai Mondiali, la nuova sorprendente ipotesi fa infuriare altre due pretendenti

Articolo di Nicola Lama

L'emergenza sanitaria nella Repubblica Democratica del Congo impone riflessioni anche sulla composizione del Gruppo K ai Mondiali 2026.

L’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo, sconfinando anche in Uganda potrebbe avere conseguenze collaterali tali da mettere in discussione la partecipazione ai Mondiali 2026 della nazionale congolese, qualificata sul campo attraverso gli spareggi internazionali dello scorso marzo.

La situazione sanitaria è in continua evoluzione e la Casa Bianca ha imposto una condizione rigidissima: l’intera delegazione deve restare in una “bolla” di tre settimane in Belgio, dove si trova attualmente, prima di poter entrare negli Stati Uniti. Una misura che, se rispettata alla lettera, porterebbe il Congo ad arrivare in Nordamerica praticamente a ridosso della prima partita, fissata per il 17 giugno contro il Portogallo, con tempi logistici e sanitari che renderebbero molto difficile una preparazione adeguata.

La FIFA, che da regolamento ha l’ultima parola su qualsiasi modifica al format o alla composizione del torneo, sta valutando tutte le opzioni. Dopo la stabilizzazione del caso Iran, che aveva già agitato le acque nelle scorse settimane, ora è la posizione del Congo a tenere in sospeso l’intero ecosistema del Mondiale. L’ipotesi del ripescaggio, con l’Italia in prima fila grazie al ranking, resta sul tavolo, ma nelle ultime ore è emersa una possibilità ancora più estrema, capace di cambiare radicalmente la lettura del torneo.

Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti federali, la FIFA starebbe infatti valutando di lasciare il girone K a tre squadre, con Portogallo, Uzbekistan e Colombia, senza sostituire la Repubblica Democratica del Congo. Una scelta che comporterebbe un ricalcolo delle terze classificate: le migliori otto verrebbero determinate solo in base ai risultati ottenuti contro prima e seconda del proprio gruppo, eliminando quindi qualsiasi vantaggio o svantaggio derivante dal numero diverso di partite disputate.

L’ipotesi ha già aperto un fronte politico-sportivo di proporzioni enormi ed è proprio in Africa che la discussione si sta accendendo con maggiore forza. Nigeria e Camerun, escluse a sorpresa dopo le qualificazioni, hanno già fatto sapere di considerarsi alternative naturali al Congo, sostenendo che la loro presenza non altererebbe gli equilibri geografici del girone. Entrambe le federazioni hanno ribadito la disponibilità a partire immediatamente e a rispettare qualsiasi protocollo sanitario pur di essere reinserite nel torneo.

La loro posizione è chiara: se il Congo non può partecipare, la priorità dovrebbe andare a un’altra nazionale africana, non a una europea, ma l’Italia resta un’opzione concreta. Il girone in questione contiene infatti una sola squadra europea, il Portogallo, e l’inserimento degli Azzurri non stravolgerebbe la distribuzione geografica complessiva. Inoltre, il ranking FIFA e la struttura dei criteri di ripescaggio rendono la Nazionale una delle prime candidate in caso di sostituzione diretta.

In un Mondiale già segnato da tensioni geopolitiche, protocolli sanitari e decisioni senza precedenti, la vicenda del Congo rischia di diventare il nuovo epicentro di un confronto globale. La sensazione è che la FIFA voglia evitare scelte affrettate e che stia cercando una soluzione che tenga insieme equità sportiva, sicurezza sanitaria e stabilità politica. Il tempo però stringe, e ogni ora che passa avvicina il torneo a un bivio che potrebbe cambiare la storia della Coppa del Mondo.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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