La federazione di Teheran non ha potuto partecipare al congresso FIFA: ombre sul Mondiale
Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha ribadito durante il congresso FIFA a Vancouver che l’Iran parteciperà alla prossima Coppa del Mondo in programma in Canada, Stati Uniti ed Iran, ma paradossalmente nessun rappresentante di Teheran ha potuto ascoltarlo. I dirigenti della federazione iraniana sono stati infatti esclusi e respinti all’aeroporto di Toronto dal Canada, e si sono vistosamente lamentati parlando di “comportamento inaccettabile” da parte delle autorità di immigrazione canadesi, nonostante viaggiassero con visti validi.
Reuters riporta che due membri della delegazione avrebbero potuto partecipare al congresso FIFA, ma hanno scelto di non farlo dopo che a uno di loro è stato negato l’ingresso in Canada. Il presidente Taj è un ex membro del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane e le autorità canadesi hanno affermato che le decisioni sull’ingresso vengono prese caso per caso e che le persone legate al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche non sono ammesse nel Paese.
A chiarire la situazione è il Primo Ministro canadese Mark Carney: “Posso fornire le seguenti rassicurazioni e i seguenti dati di fatto. Innanzitutto, come sapete, le Guardie Rivoluzionarie iraniane e tutti i loro membri sono stati inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche già da diversi anni. Ai loro membri è vietato l’ingresso. Effettuiamo una serie di controlli e prendiamo provvedimenti. Nessun membro è entrato nel Paese. Sono stati presi i provvedimenti del caso”.
L’episodio getta ulteriori ombre sulla partecipazione dell’Iran ai Mondiali. Fuori dal Congresso FIFA una trentina di manifestanti, avvolti in bandiere iraniane e con in mano cartelli, si sono radunati per esprimere il loro desiderio di un cambio di regime in Iran, intonando cori a sostegno di Reza Pahlavi, figlio dell’ex Scià e figura dell’opposizione iraniana. “Le Guardie Rivoluzionarie sono terroristi”, hanno gridato. “FIFA, nessun accordo con i terroristi”.
In questo clima le quote di una possibile partecipazione dell’Italia ai Mondiali sono crollate, nonostante le parole di Infantino.