Fare calcio nella guerra: Salvatore Monaco racconta l’esperienza in Ucraina a Sky Calcio Unplugged

Articolo di Nicola Lama

Il responsabile scouting dello Shakhtar Donetsk, già nello staff di De Zerbi nel 2021, è tornato in Ucraina dall'agosto 2022.

La nuova puntata di Sky Calcio Unplugged è dedicata allo Shakhtar Donetsk, club ucraino che continua a competere ai massimi livelli nonostante il conflitto in corso nel Paese da oltre quattro anni. La squadra, semifinalista nell’ultima UEFA Conference League e qualificata alla prossima UEFA Champions League, disputa il campionato nazionale in condizioni operative complesse.

Nell’appuntamento “Unplugged Bonus Track”, Stefano Borghi e Peppe Di Stefano ospitano Salvatore Monaco, responsabile scouting dello Shakhtar. Monaco descrive le principali criticità legate alla gestione quotidiana del club, tra allarmi antiaerei, trasferte prolungate e partite soggette a interruzioni.

“Abituarsi a stare quattro anni e mezzo in guerra, vivendo con allarmi quotidiani e attacchi russi, non è facile – spiega Monaco -. La logistica dei viaggi è l’aspetto più complicato, perché per giocare le coppe abbiamo bisogno di uscire dal paese e per attraversare la dogana a volte perdiamo tre ore. Per non parlare dei viaggi: per una trasferta a Londra quest’anno abbiamo dovuto affrontare 16 ore di treno”.

Anche le gare interne sono condizionate dal contesto: “Abbiamo quattro ore dal momento in cui comincia la partita per finirla, perché ad ogni allarme viene sospesa. L’anno scorso, ricordo, giocavamo vicino al cuore del conflitto. Il giorno prima del match è stato distrutto con un missile l’hotel dove avremmo dovuto dormire. Quella volta non ho visto un minuto della partita, controllavo il cielo per assicurarmi che non ci fossero droni o missili ad attraversarlo. Dopo sei ore di viaggio ad andare e sei a tornare ero così stanco che non mi sono accorto del più grande attacco dall’inizio della guerra a Kiev. L’ho capito dai messaggi e dalle telefonate del giorno dopo”.

Monaco è arrivato allo Shakhtar nel 2021, nello staff tecnico di Roberto De Zerbi. Dopo l’inizio dell’invasione russa, ha scelto di tornare in Ucraina nell’agosto 2022. “Quel giorno non sapevo fosse la festa dell’indipendenza dell’Ucraina. Ricordo che arrivai in albergo e lessi un articolo in cui l’ambasciata americana diceva ai propri connazionali di lasciare immediatamente il paese perché era il giorno dell’indipendenza dell’Ucraina, e la Russia avrebbe attaccato. Mi spaventai e allora chiesi in reception se ci fosse un treno per la Polonia: nulla da fare, era tutto pieno. Non avevo scelta e così tornai in camera ma non mi sentivo di tirare fuori i vestiti dalla valigia. Il giorno dopo vidi i miei colleghi tranquilli che ironizzavano sulla mia paura. Da quel giorno mi sono detto: ‘Sasà, o la vivi come loro o meglio che tu vada via’. Così ho deciso di disfare la valigia e sono rimasto. Ciò non toglie che quando suona l’allarme, soprattutto di notte, un allarme che può durare venti minuti come tre ore, il panico non è facile da gestire. Io non sono mai andato in un bunker anche se le autorità lo consigliano: preferisco uscire per strada e vedere come va”.

L’episodio completo con l’intervista a Salvatore Monaco è disponibile su tutte piattaforme di streaming, sul canale YouTube di Sky Sport e on demand su Sky.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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