Ripescaggio Italia ai Mondiali: Iran mai così a rischio, il no degli USA frantuma le garanzie della FIFA

Articolo di Martino Davidi

Le difficoltà nei negoziati di pace si riflettono sul calcio: l'Iran costretto ad allenarsi in Messico e ancora senza visti

La partecipazione dell’Iran ai Mondiali 2026 è in bilico a pochi giorni dall’inizio della rassegna iridata. Gli ultimi sviluppi inquietano la FIFA e gettano un’ombra sulla effettiva possibilità della selezione di Teheran di essere presente alle partite del Gruppo G a Los Angeles contro la Nuova Zelanda il 15 giugno e contro il Belgio il 21 giugno e a Seattle contro l’Egitto il 26 giugno.

Le difficoltà nei negoziati di pace si riflettono sul calcio e la situazione sta diventando critica: gli Stati Uniti hanno rifiutato di ospitare l’Iran per tutto il corso della Coppa del Mondo, costringendo il ‘Team Melli’ a trasferire il suo campo base dall’Arizona in Messico, a Tijuana, al confine con gli USA. A renderlo noto è stata la presidente messicana, Claudia Sheinbaum, che ha dichiarato lunedì che il suo governo ha acconsentito alla nazionale di calcio iraniana di soggiornare in Messico durante i Mondiali. Secondo il capo di stato è stata la stessa FIFA a rivolgersi al suo governo dopo che gli Stati Uniti avevano espresso la loro contrarietà alla permanenza della squadra iraniana nel Paese per tutta la durata del torneo.

Il problema di fondo restano i visti: gli USA continuano a negare l’accesso al proprio Paese ad alcuni membri dello staff e della squadra dell’Iran, per i legami con le Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno l’obbligo di permette l’ingresso della squadra. “Gli Stati Uniti hanno il dovere di fornire tutte le condizioni necessarie per la partecipazione senza ostacoli della nazionale iraniana”, ha affermato Baqaei durante la conferenza stampa di lunedì.

Sullo sfondo di questa intricata vicenda geopolitica e sportiva restano l’Italia e altre nazioni eliminate che sperano in un possibile ripescaggio. Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e inviato del presidente Donald Trump, in un’intervista rilasciata al Pulp Podcast ha dichiarato di aver proposto direttamente a Trump e al presidente FIFA Gianni Infantino la candidatura dell’Italia come possibile sostituta dell’Iran: “Nel caso in cui, per qualsiasi ragione, la nazionale iraniana non dovesse presentarsi, l’Italia potrebbe essere presa in considerazione. Del resto abbiamo vinto quattro Mondiali”. Zampolli ha aggiunto di ritenere tutt’altro che tramontata questa ipotesi: “Sono convinto che possano esserci colpi di scena, perché l’Iran è abituato a cambiare frequentemente posizione”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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