Ancora problemi a meno di un mese dal via della rassegna iridata: e gli Azzurri guardano con attenzione
Non solo l’Iran: a meno di un mese dal via dei Mondiali 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico un altro caso sta inquietando la FIFA e gli organizzatori della rassegna iridata, e riguarda la Repubblica Democratica del Congo. Sabato Andrew Giuliani, direttore esecutivo della Task Force della Casa Bianca per la Coppa del Mondo, dopo le notizie del focolaio di un raro ceppo di Ebola nel Paese centroafricano aveva intimato alla delegazione congolese di isolarsi per 21 giorni prima del trasferimento negli Stati Uniti, pena l’esclusione dalla Coppa del Mondo.
Nonostante le parole in arrivo da Washington, la selezione della Repubblica Democratica del Congo ha invece comunicato che la preparazione precede come nei piani e ha rifiutato la richiesta di isolarsi per tre settimane prima del viaggio in Nord America. Nonostante la minaccia di un possibile respingimento della squadra all’ingresso nel Paese, i funzionari congolesi insistono che il loro programma di preparazione non subirà modifiche e di non avere alcuna intenzione di alterare il proprio programma di allenamenti nonostante il severo avvertimento delle autorità statunitensi sui rigorosi protocolli sanitari.
Giuliani era stato chiaro: “Devono mantenere l’integrità della loro bolla per 21 giorni prima di poter arrivare a Houston l’11 giugno. Abbiamo chiarito molto bene anche al governo congolese che devono mantenere questa bolla o rischiano di non poter viaggiare negli Stati Uniti. Non possiamo essere più chiari di così”. Secondo Reuters, un dirigente della Repubblica Democratica del Congo ha così risposto: “Abbiamo mantenuto il nostro programma di allenamenti. Nessun giocatore della rosa proviene da Congo. Le partite amichevoli sono ancora in programma. L’unica modifica al programma è stata la cancellazione della tappa di Kinshasa”.
La squadra aveva inizialmente pianificato un viaggio celebrativo nella capitale prima del torneo, che segnerà il loro ritorno ai Mondiali dopo 52 anni, ma questi piani sono stati annullati all’inizio della settimana. La federazione congolese sostiene che, poiché l’intera rosa di giocatori e lo staff tecnico, compreso il commissario tecnico Sebastien Desabre, sono basati in Europa, il rischio è minimo.
Le situazioni d’incertezza si moltiplicano e gli Azzurri, come altre selezioni escluse, guardano da spettatori interessati l’evolversi delle vicende.