Ripescaggio Italia ai Mondiali, l’emissario di Donald Trump riaccende le speranze

Articolo di Aldo Seghedoni

Paolo Zampolli ha rilanciato la candidatura degli Azzurri alla competizione iridata: "Il sogno è ancora vivo".

Tra le persone che non hanno perso le speranze di vedere l’Italia ai prossimi Mondiali c’è anche Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali e inviato speciale del presidente Donald Trump. Nelle scorse settimane ha più volte avanzato la candidatura degli Azzurri e ora è tornato alla carica.

Nel corso dell’intervista concessa a Pulp Podcast Zampolli ha spiegato: Sono italiano, forza Azzurri! Ho suggerito questa ipotesi al presidente e poi ne ho parlato anche con Gianni Infantino: nel caso in cui, per qualsiasi motivo, la nazionale iraniana non dovesse partecipare, l’Italia potrebbe essere presa in considerazione. D’altronde abbiamo vinto quattro Coppe del Mondo”.

“Mi hanno spiegato che la gente va allo stadio per vedere Messi, non certo me, ma avere l’Italia, con tutto il suo prestigio e i successi conquistati nel tempo, sarebbe qualcosa di importante. E poi, essendo anch’io italiano, l’ho fatto anche per voi”.

Secondo Paolo Zampolli ci sono ancora i margini per sperare: “Per me questo resta un sogno e questo sogno è ancora vivo. Al momento gli iraniani assicurano che parteciperanno, ma sono convinto che potrebbero esserci sorprese perché l’Iran è noto per cambiare spesso posizione. Ho visto che hanno avanzato dieci condizioni che mi sembrano un po’ troppe. Qualcuno mi ha detto che questa cosa non sia piaciuta a Donald Trump”.

Recentemente si è parlato del possibile ripescaggio dell’Italia anche considerando quanto sta accadendo in Congo: il Paese è flagellato dall’epidemia di Ebola e in diversi avevano ipotizzato l’esclusione dei Leopardi dalla competizione per ragioni di sicurezza.

La federazione calcistica congolese (FECOFA), al termine di un incontro tra il presidente Véron Mosengo-Omba e i rappresentanti della FIFA, ha però confermato che la squadra sarà presente al torneo sottolineando anche che la quasi totalità dei giocatori convocati, insieme a gran parte dello staff tecnico, vive e milita in Europa, riducendo così praticamente a zero il rischio di contagio.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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