Il Team Melli accelera la preparazione per la rassegna iridata nonostante il problema visti
L’Iran accelera la preparazione per il Mondiale 2026 in Canada, Stati Uniti e Messico, nonostante il perdurante problema visti e nonostante il conflitto in corso con gli USA, attualmente in sospeso dopo il cessate il fuoco dello scorso aprile. La selezione del commissario tecnico Ghalenoei è attualmente in Turchia per sostenere i test match e completare l’ultima fase della preparazione prima del trasferimento (si spera) in America.
L’Iran, che affronterà in un test match il Gambia il 29 maggio, ha reso nota anche la rivale dell’ultima amichevole prima del viaggio negli Stati Uniti. “La nazionale di calcio iraniana affronterà il Mali il 4 giugno nella sua seconda amichevole del ritiro di Antalya, in Turchia”, è il comunicato ufficiale diffuso dalla Federazione iraniana.
Sul fronte visti, la delegazione iraniana si è recata ad Ankara per fissare appuntamenti presso le ambasciate di Stati Uniti e Canada. Il team manager della nazionale Mehdi Mohammad Nabi aveva dichiarato all’agenzia Irna di confidare nell’ottenimento dei documenti entro una decina di giorni, precisando che “circa il 50% delle nazionali partecipanti al Mondiale è ancora nella fase di richiesta dei visti”. Nabi ha inoltre rivelato l’esistenza di un piano di riserva, che la Federazione si è riservata di rendere noto “al momento opportuno”. L’Iran dovrebbe disputare tutte e tre le gare della fase a gironi negli USA, contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, con la possibilità di spostarsi a Vancouver in caso di qualificazione agli ottavi.
Sullo sfondo della vicenda iraniana resta vigile l’Italia, prima nazionale esclusa nel ranking FIFA tra quelle non qualificate. In base all’articolo 6.7 del regolamento FIFA — che prevede la possibilità di sostituire un’associazione ritirata o esclusa con un’altra federazione — gli Azzurri rappresenterebbero la principale candidata al ripescaggio in caso di forfait iraniano. Uno scenario che, alla luce dei passi concreti compiuti dalla Federazione di Teheran nelle ultime settimane, appare sempre meno probabile, ma che non può ancora essere definitivamente archiviato.