L'attaccante del bayern Monaco è il primo inglese a conquistare il massimo trofeo individuale dal 2001, quando ci riuscì Michael Owen.
Harry Kane ha vinto il Pallone d’Oro 2026: il massimo riconoscimento del mondo del calcio, giunto alla settantesima edizione, finisce così nelle mani del centravanti inglese del Bayern Monaco, premiato sul palco del London Palladium nella cerimonia di premiazione di lunedì sera da Ronaldo il Fenomeno. Per Kane, 33 anni, è il coronamento di una carriera di altissimo livello, che ha iniziato a sbloccarsi a livello di trofei dopo il trasferimento in Germania.
Kane, nella stagione 2025-2026, ha realizzato settantatré reti complessive, vinto il “treble” nazionale con i bavaresi (campionato, Coppa di Germania e Supercoppa nazionale) e si è confermato assoluto protagonista con la sua nazionale anche ai Mondiali. Sullo stesso palcoscenico, le grandi attese della vigilia si sono scontrate con un verdetto che ha lasciato l’amaro in bocca per Kylian Mbappé, che non ha vinto alcun premio, mentre Lamine Yamal si è dovuto accontentare del terzo Premio Kopa (miglior giovane) in carriera.
Nel settore femminile, il palcoscenico è stato dominato da Alexia Putellas, capace di conquistare il suo terzo Pallone d’Oro in carriera dopo una stagione da ventisei gol e quindici assist che ha guidato il Barcellona verso una stagione da quattro trofei, raccogliendo l’eredità dell’infortunata compagna di squadra Aitana Bonmatí e celebrando nel migliore dei modi il trasferimento estivo alle London Lionesses dopo una vita in blaugrana.
Il talento generazionale ha trovato la sua massima espressione nel già citato Trofeo Kopa, dove Lamine Yamal ha scritto la storia vincendo il premio per la terza volta consecutiva grazie a una raffica di trofei tra cui Mondiale, Liga e Supercoppa con il Barcellona, affiancato al femminile da Vicky Lopez, autrice di un’altra annata memorabile coronata dal triplete e dalla Nations League con la Spagna.
Tra i pali, la solidità difensiva è stata premiata con il Trofeo Yashin ad Unai Simon, eroe della Spagna campione del mondo e primatista di imbattibilità con seicentocinquanta minuti senza subire reti, e a Cata Coll, custode della porta blaugrana con ben ventitré gare senza subire reti e interventi decisivi nella finale di Champions League contro il Lione.
Tornando a Kane, l’attaccante inglese ha conquistato anche il Trofeo Gerd Müller maschile, assegnato al miglior attaccante: la sua controparte femminile è stata la messicana Charlyn Corral, prima giocatrice del suo paese a trionfare nella notte di France Football grazie a cinquantasette reti da record con il Pachuca.
Luis de la Fuente, Ct della Spagna campione del mondo con una striscia record di trentanove gare senza sconfitte e trentotto vittorie in cinquanta panchine, e Pere Romeu, architetto del trionfo totale del Barcellona femminile, capace di chiudere l’anno con una sola sconfitta su quarantotto partite e centonovantatré gol segnati, hanno poi vinto il premio di miglior allenatore rispettivamente per il settore maschile e quello femminile.
Sul fronte dei club, il Paris Saint-Germain si è imposto tra gli uomini grazie al secondo successo consecutivo in Champions League, la Ligue 1 e un record storico di ben dieci giocatori inseriti tra i trenta finalisti del Pallone d’Oro, mentre il Barcellona ha dominato la categoria femminile completando il poker di trofei stagionali.
La serata si è infine arricchita del profondo significato umano del Premio Socrates, assegnato a Bukayo Saka per il suo impegno umanitario in Nigeria, dove ha finanziato centoventi interventi chirurgici per i bambini di Kano attraverso la collaborazione di lunga data con il fondo BigShoe, chiudendo il cerchio di una cerimonia che ha onorato il meglio del calcio planetario.