Kylian Mbappé
Aggiornato Mer 01 Lug 2026 alle 00:54La stagione 2025-2026 di Kylian Mbappé al Real Madrid è stata un viaggio tormentato tra lampi di genio assoluto e una serie di problemi fisici, tensioni interne e delusioni sportive che hanno reso il percorso del fuoriclasse francese molto più complicato del previsto. Le ultime notizie sul campione transalpino dipingono un quadro complesso, fatto di numeri straordinari ma anche di un ambiente sempre più difficile da gestire.
Infortuni e caos medico: il caso del ginocchio che divide il Real Madrid
Il tema più caldo delle ultime settimane riguarda l’infortunio al ginocchio sinistro che ha costretto Mbappé a fermarsi a febbraio 2026, dopo un primo problema analogo già emerso a fine dicembre. Il caso ha generato una vera e propria polemica tra il club e l’entourage del giocatore: secondo il comunicato ufficiale del Real Madrid si tratterebbe di una semplice distorsione, trattabile in modo conservativo, con prospettive di recupero compatibili con il ritorno in campo per il match di ritorno degli ottavi di Champions League contro il Manchester City. Tuttavia, fonti vicine al giocatore, sentite da Cadena Ser, sostengono che l’infortunio sia più grave di quanto ammesso dalla società. Mbappé non avrebbe alcuna intenzione di forzare i tempi di recupero, con i Mondiali all’orizzonte e la volontà di arrivarci in piena forma con la nazionale francese.
Non si tratta di un episodio isolato: nel corso della stagione il francese ha già dovuto fare i conti con una distorsione alla caviglia destra rimediata durante il ritorno dei quarti di Champions League contro l’Arsenal ad aprile 2025, oltre a un colpo al piede ricevuto da Dean Huijsen durante il riscaldamento prima di una partita contro il Levante a gennaio 2026. In quell’occasione, fortunatamente, riuscì comunque a scendere in campo e a segnare il gol dell’1-0. La fragilità fisica è diventata uno dei temi ricorrenti attorno alla sua figura, alimentando dubbi sulla sua continuità.
Numeri da record, ma il Real Madrid non vince: le contraddizioni di una stagione difficile
Eppure, quando è stato in campo, l’attaccante del Real Madrid ha prodotto statistiche semplicemente straordinarie. Nella fase iniziale della stagione aveva segnato 9 gol nelle prime 10 partite ufficiali, incluse le sfide con la nazionale francese. A novembre 2025, contro l’Olympiacos in Champions League, aveva firmato una quaterna personale — tutte e quattro le reti dei Blancos nel 4-3 finale — confermandosi in un momento di forma eccezionale con otto gol nelle ultime cinque partite. Proprio dopo quella prestazione, però, Mbappé aveva perso il sorriso in conferenza stampa, reagendo duramente a una domanda sulla presunta dipendenza del Real Madrid dai suoi gol: «Non dovresti parlare di dipendenza, dovresti dire che Kylian è uno dei motivi per cui non abbiamo vinto», la sua risposta secca al giornalista.
Il paradosso della sua stagione sta tutto qui: numeri individuali da fenomeno — oltre 24 gol già a dicembre 2025, la Scarpa d’Oro conquistata, il pareggio con Cristiano Ronaldo nella miglior partenza stagionale degli ultimi 80 anni di storia del Real — ma una squadra che non riesce a vincere i trofei che contano. Il PSG, la sua ex squadra, ha vinto la Champions League nella stagione 2024-2025 proprio senza di lui, costruendo un gruppo coeso e spettacolare sotto la guida di Luis Enrique. Una beffa che Mbappé ha dovuto digerire con un post di congratulazioni sui social, dietro cui in molti hanno letto un mix di amarezza e invidia.
Sul fronte dei riconoscimenti individuali, a dicembre 2025 è arrivata un’ulteriore delusione: nonostante la Scarpa d’Oro e l’inserimento nella Top 11 della FIFPro, Mbappé non è stato incluso nel Best XI della FIFA, con il premio di miglior giocatore dell’anno andato al connazionale Ousmane Dembélé del PSG. I due attaccanti selezionati per la squadra ideale sono stati proprio Dembélé e Lamine Yamal, lasciando il fuoriclasse del Real fuori da un riconoscimento che in molti si aspettavano per lui.
Un ambiente sempre più teso: fischi, polemiche e il caos nello spogliatoio
Le difficoltà di Mbappé si inseriscono in un contesto societario tutt’altro che sereno. Il Real Madrid ha vissuto una stagione travagliata anche sul piano della gestione tecnica: Xabi Alonso, scelto da Florentino Perez come erede di Carlo Ancelotti, è stato esonerato a gennaio 2026 dopo tensioni con lo spogliatoio — emblematica la scenata di Vinicius nel Clásico di fine ottobre — e al suo posto è arrivato Alvaro Arbeloa, senza che i risultati migliorassero in modo significativo. A tutto questo si aggiunge il malcontento di Dani Carvajal, tornato dall’infortunio ma utilizzato pochissimo.
Per Mbappé in particolare il rapporto con la tifoseria è stato uno dei capitoli più dolorosi. Il campione francese è stato fischiato e contestato anche quando non giocava, come accaduto ad aprile 2025 quando le telecamere lo inquadrarono in tribuna durante la partita contro l’Athletic Bilbao e parte del pubblico del Bernabeu lo fischiò comunque. Una situazione paradossale per un giocatore che in quella stagione aveva già segnato oltre 33 reti. Le critiche si concentravano sulla coesistenza difficile con Vinicius e sulla scarsa incisività nelle partite più importanti, con molti tifosi che sottolineavano come una parte consistente dei suoi gol fosse arrivata su calcio di rigore.
A complicare ulteriormente il quadro, durante la stagione Mbappé è stato anche vittima di episodi di razzismo: ad agosto 2025, durante la partita contro il Real Oviedo, lui e Vinicius avevano subito insulti razzisti dagli spalti, un episodio che il francese aveva commentato con parole dure — «È una situazione davvero angosciante» — ribadendo l’importanza di continuare a parlarne pubblicamente. Le ultime notizie su Mbappé confermano che, al di là dei numeri, la sua avventura madrilena resta una storia ancora tutta da scrivere, sospesa tra il talento cristallino di un fuoriclasse generazionale e le difficoltà di un ambiente che non sembra ancora averlo pienamente adottato.