Non sono solamente i belgi a monitorare la situazione con una certa preoccupazione: interviene anche un match-analyst egiziano.
Non sono soltanto i belgi a essere usciti allo scoperto sulla questione del ripescaggio nel caso in cui l’Iran non dovesse prendere parte ai campionati del mondo di calcio che si giocheranno tra Canada, Messico e Stati Uniti dall’11 giugno al 19 luglio. Nel girone della squadra allenata dal commissario tecnico Amir Ghalenoei oltre ai Diavoli Rossi ci sono anche la Nuova Zelanda e l’Egitto.
Ed è stato proprio un match-analyst del Paese nordafricano, Kamal Nassar, a sottolineare come una situazione del genere ostacoli il lavoro. Ha infatti spiegato che un torneo importante come quello iridato non si prepara in poche settimane e che, anzi, si cominciano a studiare le rivali del primo turno già il giorno dopo il sorteggio. L’uomo ha anche sottolineato, ma ovviamente non è l’unico, che c’è una grandissima differenza tra l’affrontare l’Iran o l’Italia, la Danimarca o la Bolivia. Egitto-Iran è in programma il 27 giugno a Seattle, località a sei ore di volo dalla capitale Washington. E, come noto, la federazione calcistica di Teheran ha già fatto sapere che non intende scendere in campo sul territorio statunitense.