A intervenire sulla vicenda, a sorpresa per la verità, vista la delicatezza della situazione, è stato Amir Ghalenoei.
Continua a tenere banco la questione legata alla possibilità che l’Iran non prenda parte ai prossimi campionati del mondo di calcio, lasciando spazio a una ripescata (anche l’Italia, naturalmente, culla la speranza di andare in America). Come è noto a Teheran sono irremovibili: non vogliono giocare sul suolo statunitense, ma in Messico, e la Fifa, nonostante l’ottimismo di Gianni Infantino, non sembra volere dire di sì alla richiesta. Troppi i problemi logistici che si verrebbero a creare e che, ovviamente, coinvolgerebbero anche le altre squadre del girone: Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. A intervenire sulla vicenda, a sorpresa per la verità, vista la delicatezza della situazione, è stato il commissario tecnico del “Team Melli”, Amir Ghalenoei. “Non ci sono motivi per non partecipare al Mondiale. Se Dio vuole lo faremo”, ha detto il 63enne ex centrocampista all’agenzia tedesca Dpa. Ghalenoei è al timone della squadra dal 2023 ed è al suo secondo mandato dopo quello che lo ha visto in panchina tra il 2006 e il 2007.
Le parole di Ghalenoei arrivano in un momento di grande fermento diplomatico. L’Iran ha avanzato una nuova richiesta alla FIFA, chiedendo rigorose misure di sicurezza negli Stati Uniti per tutelare la propria nazionale e l’intera delegazione durante tutto il soggiorno sul suolo americano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Wana, la partecipazione della squadra al torneo dipenderà dalle garanzie che Donald Trump sarà in grado di fornire per i propri atleti, sia all’interno degli stadi che all’esterno. Una decisione che il governo di Teheran dovrà prendere entro i primi di maggio per evitare una multa salatissima dalla FIFA.
Nel frattempo, proprio nelle ultime ore, Infantino ha rilasciato dichiarazioni che sembrano andare in direzione opposta rispetto alle preoccupazioni iraniane. Intervenendo al forum Invest organizzato da CNBC, il numero uno della FIFA ha affermato che l’Iran prenderà parte “sicuramente” alla Coppa del Mondo, spiegando di aver incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia, circa due settimane fa. “Sono andato a trovarli. Sono anche una squadra piuttosto forte. E vogliono davvero giocare, ed è giusto che giochino. Lo sport dovrebbe restare fuori dalla politica”, ha dichiarato il presidente della FIFA, aggiungendo che “ci auguriamo che per allora la situazione sia pacifica”.
Sul fronte del possibile ripescaggio, la situazione si fa sempre più articolata. Secondo quanto riportato dal portale francese nicematin, l’ipotesi più accreditata in seno alla FIFA sarebbe quella di un mini-torneo intercontinentale dell’ultimo minuto tra quattro nazionali non qualificate: due europee e due asiatiche. L’Italia, attualmente tredicesima nel ranking FIFA e quindi la squadra con la posizione più alta tra quelle fuori dal Mondiale, sarebbe la prima candidata per la quota UEFA. Al suo fianco potrebbe esserci la Danimarca, ventesima nel ranking. Per la quota AFC, invece, i nomi più accreditati sono quelli degli Emirati Arabi Uniti e dell’Oman.
Va detto, però, che non tutti concordano sul format. Il telecronista della Rai Alberto Rimedio, intervenendo al Festival della Comunicazione alla Sapienza di Roma, ha sottolineato come la prima alternativa all’Iran potrebbe non essere europea: “L’ipotesi principale, ma ci sarebbero delle alternative rappresentate non dall’Italia, non dagli spareggi, ma in prima istanza dalla sostituzione di un’asiatica con un’altra asiatica. E cioè in particolare con gli Emirati Arabi Uniti, che sono la prima delle asiatiche non qualificate perché hanno perso lo spareggio con l’Iraq. La realtà è questa”. Una lettura che raffredda, almeno in parte, l’entusiasmo degli Azzurri.
Curiosamente, anche la Danimarca guarda con interesse alla vicenda, forte di un precedente storico che ha dell’incredibile: nel 1992 fu proprio la selezione di Copenaghen a essere ripescata, solo dieci giorni prima dell’inizio degli Europei, per sostituire la Jugoslavia in guerra. Quell’avventura si concluse con la vittoria del torneo continentale, un’impresa che i tifosi danesi sognano di ripetere. I social scandinavi si sono accesi di commenti entusiastici, anche se non mancano le voci critiche di chi ritiene che partecipare in questo modo sarebbe “imbarazzante” e una “dichiarazione di fallimento”. La Danimarca, va ricordato, era stata eliminata ai playoff dalla Repubblica Ceca ai calci di rigore, proprio come l’Italia in Bosnia.