Francia
Aggiornato Ven 03 Lug 2026 alle 22:25La Francia ha esordito ai Mondiali 2026 con una vittoria sofferta ma preziosa: 3-1 al Senegal nella notte di New York, con Kylian Mbappé protagonista assoluto grazie a una doppietta che ha fatto la storia. Le ultime notizie dai Mondiali 2026 raccontano di una nazionale che ha faticato enormemente per oltre un’ora, chiudendo addirittura il primo tempo con un solo tiro all’attivo — nessuno aveva mai fatto peggio da quando Opta raccoglie queste statistiche, ovvero dal 1966 — prima di sbloccarsi nella ripresa e dilagare nel finale.
Il Senegal aveva dominato la prima frazione, sfiorando il vantaggio con un clamoroso palo di Jackson e un salvataggio di Maignan con il tacco. Mané e Sarr avevano sprecato altre due ottime occasioni. La svolta è arrivata al 66′ con il primo gol di Mbappé su filtrante di Olise, poi Barcola ha raddoppiato all’82’. Dopo il momentaneo 2-1 di Mbaye al 95′, il capitano ha chiuso i conti con una prodezza da fuori area. Tre punti fondamentali in un Gruppo I che vede anche Iraq e Norvegia, con i norvegesi di Haaland considerati grandi favoriti.
Mbappé nella storia: record di gol con la Francia e ai Mondiali
La doppietta contro il Senegal ha permesso a Kylian Mbappé di riscrivere due pagine di storia del calcio francese in una sola serata. Con 58 reti in nazionale ha superato Olivier Giroud, ex primatista fermo a 57, diventando il miglior marcatore di tutti i tempi dei Bleus. Non solo: con 14 gol ai Mondiali ha anche battuto il record di Just Fontaine, che si era fermato a 13. Un’impresa doppia, arrivata nel momento più importante e nel contesto più critico.
Le critiche nei confronti del capitano francese erano state pesanti nelle settimane precedenti al torneo, alimentate da una stagione al di sotto delle aspettative con il Real Madrid e dalla sconfitta in amichevole contro la Costa d’Avorio a Nantes. A difendere Mbappé era stato Ousmane Dembélé, Pallone d’Oro in carica, che dalle colonne di ‘Marca’ aveva parlato di una vera e propria caccia all’uomo: «Che si allacci o meno le scarpe, che tiri su le calze o no… è diventato tutto troppo. Alla fine resta un essere umano». Il campo ha dato ragione a entrambi.
Lo stesso Mbappé, a fine partita, ha voluto ridimensionare l’aspetto della rivincita personale: «Per me non c’è nessuna rivincita. Se dovessi giocare per rispondere o zittire tutte le persone che mi criticano, mi ritirerei a 80 anni. Io gioco per lasciare il segno nella storia del mio Paese e aiutare la Francia a vincere la Coppa del Mondo». Parole che fotografano la mentalità di un campione che, nonostante le polemiche, non ha mai smesso di guardare all’obiettivo collettivo.
Deschamps saluta, Zidane attende: il futuro della panchina francese
Questi Mondiali 2026 rappresentano anche l’ultima avventura di Didier Deschamps sulla panchina della nazionale francese. Il tecnico, in carica dal 2012, ha guidato i Bleus alla vittoria del Mondiale 2018 e alla finale del 2022, costruendo un ciclo straordinario. L’esordio sofferto ma vincente contro il Senegal è il primo passo di quello che potrebbe essere il suo congedo più glorioso.
Il suo successore sembra già designato: Zinedine Zidane è pronto a raccogliere l’eredità. Secondo quanto riportato da Le Parisien e confermato da diverse fonti vicine alla Federazione Calcio Francese, tra le parti sarebbe già stato raggiunto un accordo verbale definitivo. Il presidente della FFF Philippe Diallo aveva tracciato un profilo inequivocabile del futuro CT: «Zinedine Zidane è un monumento del calcio francese. Non è una questione di ‘se’, ma di ‘quando’ le condizioni professionali saranno allineate». Zidane non allena dal 2021, quando concluse la sua seconda esperienza al Real Madrid, e ha sempre declinato ogni proposta di club in attesa di questa opportunità.
Lo stesso Mbappé, interpellato sul tema nei mesi scorsi, aveva glissato con eleganza: «Tutti parlano di Zidane, quindi non facciamo finta di vivere in una caverna e non sapere cosa sta succedendo, ma non spetta a me parlarne». Anche Dembélé aveva espresso il suo auspicio di vedere un giorno Zizou sulla panchina dei Bleus, definendolo un allenatore che «farebbe un lavoro fantastico». Il passaggio di consegne, insomma, sembra scritto: Deschamps chiude un’era, Zidane ne apre un’altra. Nel mezzo, c’è ancora un Mondiale da giocare — e da vincere.