Una scelta che segna una novità significativa rispetto alla tradizione
La finale del Mondiale 2026, in programma il 19 luglio al MetLife Stadium di New York tra Spagna e Argentina, avrebbe potuto trasformarsi anche in un evento dal forte significato politico. Sugli spalti, infatti, si ipotizzava la presenza del presidente argentino Javier Milei (storicamente vicino a Donald Trump) e del premier spagnolo Pedro Sánchez, leader di un governo spesso criticato dal presidente statunitense.
Alla fine, però, nessuno dei due sarà presente. Da Madrid arriverà il re Felipe VI, che assisterà alla sfida per sostenere la Nazionale spagnola, mentre l’Argentina dovrebbe essere rappresentata dall’ambasciatore a Buenos Aires. A prendersi la scena sarà invece Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti, padrone di casa del torneo, non si limiterà ad assistere alla finale: come confermato dal presidente della FIFA Gianni Infantino, sarà proprio lui a consegnare la Coppa del Mondo ai vincitori.
Una scelta che segna una novità significativa rispetto alla tradizione. Nelle precedenti edizioni dei Mondiali era infatti il presidente della FIFA a consegnare direttamente il trofeo al capitano della squadra campione del mondo. Questa volta, invece, Infantino ha annunciato che condividerà il momento della premiazione con Trump. Non è la prima volta che il presidente americano si ritaglia un ruolo da protagonista in un grande evento calcistico. Già nella finale del Mondiale per Club dello scorso anno tra Chelsea e Paris Saint-Germain, Trump era rimasto sul palco anche dopo la consegna del trofeo, attirando l’attenzione delle telecamere tra l’imbarazzo di alcuni giocatori e i fischi di una parte del pubblico.