Sospesa la squalifica di Folarin Balogun, che sarà dunque in campo per gli USA nonostante un cartellino rosso ai sedicesimi.
Nuova polemica ai Mondiali 2026: la FIFA, per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo, ha tramutato una squalifica per espulsione in una semplice sospensione con la condizionale, suscitando immediatamente reazioni a dir poco piccate. Protagonista della vicenda è l’attaccante degli Stati Uniti Folarin Balogun, destinatario di un cartellino rosso nel corso del sedicesimo di finale vinto dagli USA contro la Bosnia Erzegovina: la sospensione della squalifica gli consentirà di giocare contro il Belgio, che però non l’ha presa affatto bene.
Balogun era stato fino a quel momento il protagonista assoluto della sua nazionale con tre gol totali, l’ultimo dei quali rivelatosi decisivo proprio contro i balcanici nel finale di primo tempo. Al 64′, però, un duro intervento su Tarik Muharemovic aveva indotto l’arbitro brasiliano Raphael Claus, dopo la consultazione dello schermo a bordocampo, ad espellere il calciatore del Monaco, per il quale tutti si aspettavano il classico turno di stop. Invece, a sorpresa, la decisione della FIFA: Balogun sarà regolarmente in campo nel match di martedì.
La Federazione americana ha trovato una sorta di “falla giuridica” nel regolamento disciplinare che ha trasformato la sanzione automatica in una sospensione condizionale. Una mossa che ha fatto infuriare molti addetti ai lavori, in particolare in Belgio, dove la stampa locale parla apertamente di favoritismo verso la squadra di casa.
“Va notato che, in linea di principio, non sarebbe stato possibile per la squadra degli Stati Uniti fare ricorso contro questa squalifica automatica” scrive ‘DH Les Sports’. ‘HLN’ conferma invece che la Federazione belga è pronta a chiedere spiegazioni, facendo inoltre notare che la FIFA si è appellata all’articolo 27 del proprio regolamento disciplinare, lo stesso che aveva consentito a Cristiano Ronaldo di non saltare le prime gare di questo Mondiale dopo il rosso nelle qualificazioni contro l’Irlanda.
Sui social, inevitabilmente, si è scatenata la protesta, non solo dei belgi: la decisione è considerata ingiusta anche nei confronti di altri calciatori espulsi che, invece, hanno regolarmente saltato la gara successiva, pur potendo contare su un record disciplinare del tutto paragonabile a quelli di CR7 e Balogun.