L'annullamento della squalifica dell'attaccante degli Stati Uniti sta generando reazioni a catena
Caos ai Mondiali 2026 dopo l’incredibile annullamento della squalifica dell’attaccante degli Stati Uniti Balogun, espulso durante il match contro la Bosnia. La Francia ha chiesto parità di trattamento e ha fatto richiesta alla FIFA di annullare il cartellino giallo comminato ad Olise durante il match contro il Paraguay. I Bleus si vogliono mettere al sicuro per evitare squalifiche e secondo l’Equipe il ricorso ufficiale è già stato spedito.
Tante personalità del mondo del calcio si sono scagliate contro la decisione della FIFA su Balogun, tra i più duri Jurgen Klopp: “Se davvero Trump e Infantino si sono parlati di questo, siamo alla follia. Bisogna dire che questo è il nostro gioco, non il loro. Questi due personaggi non sanno nulla di calcio e non dovrebbero avere niente a che fare con questo sport. Tutti noi prendiamo decisioni sbagliate ma, nel corso della vita, impariamo a conviverci”.
“In passato sono state date tante espulsioni ridicole, che era evidente a tutti fossero sbagliate. Ma ciononostante restavano espulsioni, perché ormai la decisione era stata presa. Quella di Balogun è un’espulsione giusta, perché questo dicono le regole”, ha detto il tecnico tedesco a Magenta TV.
Parole aspre anche dal neo presidente della FIGC Giovanni Malagò: “Mi sembra un’assurdità. Ho guardato l’articolo 27, che consentirebbe alla FIFA queste decisioni e non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali. È inutile che ce la raccontiamo, questa decisione ha chiaramente un sapore politico e crea un precedente pericolosissimo”.
A prendere posizione in maniera netta è stata anche l’UEFA, che ha diffuso un comunicato durissimo nei confronti della FIFA. “La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha superato un limite invalicabile”, si legge nella nota ufficiale. L’organismo europeo ha poi chiarito che in questo caso non vi è alcun margine interpretativo: “A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”. La chiosa dell’UEFA non lascia spazio a dubbi: “Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.