La sfida, al Da Luz di Lisbona, tra Benfica e Real Madrid è stata segnata da un brutto episodio che ha condizionato il match.
Una gara rovinata da un momento che sta generando mille discussioni e polemiche. Benfica-Real Madrid, gara valida per l’andata dei playoff di Champions League, è stata interrotta per circa dieci minuti, poco dopo l’inizio della ripresa, dopo che il madridista Vinicius Jr. ha denunciato all’arbitro Letexier insulti razzisti ricevuti da un avversario, nello specifico l’argentino Prestianni. L’episodio ha generato caos in campo, proteste e momenti di tensione, che hanno portato all’attivazione del protocollo Uefa contro il razzismo.
Il fattaccio è avvenuto al 52′, poco dopo la rete realizzata proprio dall’asso brasiliano, rivelatasi poi decisiva per l’1-0 finale a favore delle Merengues: Vinicius Jr. ha riferito all’arbitro francese di essere stato insultato da Prestianni, indicando chiaramente il giocatore del Benfica come autore dell’offesa. Il direttore di gara, allora, ha attivato il protocollo antirazzismo interrompendo il match, con Vinicius Jr. andato a sedersi in panchina e per nulla intenzionato a riprendere il gioco, mentre i giocatori delle due squadre si sono resi protagonisti di un parapiglia a bordocampo.
José Mourinho, allenatore del Benfica, ha provato, in più occasioni, a parlare con Vinicius Jr., cercando di riportare la calma in campo ma senza riuscire a combinare molto (alla fine lo Special One è stato anche espulso). Nel post gara, l’allenatore portoghese ha puntato il dito proprio contro la stella del Real Madrid: “Vinicius Jr. avrebbe dovuto festeggiare in modo più rispettoso, non far arrabbiare 60 mila persone”, le sue chiare parole.
Non solo, lo Special One ha anche aggiunto una sua personale riflessione sull’accaduto, citando la leggenda del Benfica Eusebio: “Vinicius dice una cosa e Prestianni un’altra, non mi schiero con nessuno dei due. Il Benfica ha Eusebio come leggenda: non è un club razzista”.
Vinicius Jr., vis social network, ha pubblicato un post piuttosto eloquente sull’accaduto: “I razzisti sono, prima di tutto, dei codardi. Hanno bisogno di coprirsi la bocca con la maglietta per dimostrare la loro debolezza”, ovviamente riferito a Prestianni che si è coperto la bocca durante il fattaccio.