Vinícius Júnior

Aggiornato Mar 29 Set 2026 alle 10:05

Il futuro di Vinícius Júnior al Real Madrid è diventato uno dei casi di mercato più intricati e seguiti degli ultimi anni. Le ultime notizie parlano chiaro: la trattativa per il rinnovo del contratto del fuoriclasse brasiliano è entrata in una fase decisiva, con tensioni sempre più evidenti tra il giocatore e il club blanco. Secondo quanto riportato da Cadena SER, il Real Madrid ha alzato la propria offerta a 24 milioni di euro netti a stagione fino al 2031, un passo in avanti significativo rispetto alla proposta iniziale, ma ancora lontano dalla richiesta dell’entourage del brasiliano, che aveva aperto le trattative chiedendo 30 milioni netti. Il segnale più eloquente, però, è arrivato direttamente dai social: Vinicius ha rimosso tutte le foto dal suo profilo Instagram, un gesto che in molti hanno interpretato come un messaggio diretto alla dirigenza madridista.

Sullo sfondo si muove con interesse crescente l’Arsenal, pronto a inserirsi qualora la trattativa per il rinnovo dovesse definitivamente naufragare. Una situazione che, fino a pochi mesi fa, sembrava impensabile: ad aprile 2025, Vinicius aveva pubblicamente giurato amore al Real Madrid, rifiutando l’offerta miliardaria dell’Arabia Saudita e dichiarandosi pronto a firmare un prolungamento fino al 2029. Eppure, nel giro di poco più di un anno, lo scenario è radicalmente cambiato.

Un rapporto logorato con Xabi Alonso

Per capire le radici di questa crisi, bisogna tornare all’arrivo di Xabi Alonso sulla panchina del Real Madrid. Da quel momento, il rapporto tra il tecnico basco e il numero 7 brasiliano non ha mai trovato un equilibrio stabile. I segnali di rottura si sono moltiplicati nel corso della stagione 2025-2026: prima la sostituzione nel Clásico contro il Barcellona, accolta da Vinicius con proteste plateali e uno sguardo gelido verso la panchina, poi i continui diverbi con i tifosi avversari — dal Rayo Vallecano all’Athletic Bilbao — che hanno alimentato l’immagine di un giocatore sempre più nervoso e fuori controllo.

La dirigenza madridista non ha nascosto il proprio malcontento. Secondo fonti spagnole, il club aveva già valutato l’ipotesi di cedere il brasiliano al termine della stagione, convinta che il comportamento di Vinicius stesse diventando incompatibile con gli equilibri dello spogliatoio. Anche Diego Simeone, durante la semifinale di Supercoppa di Spagna, aveva lanciato una provocazione rivelatrice: «Tranquillo che Florentino Perez ti manderà via», aveva detto all’attaccante dopo l’ennesima lite a bordocampo. Una battuta, certo, ma con un fondo di verità che in pochi hanno ignorato.

Il caso Benfica e le accuse di razzismo

In mezzo alle turbolenze di mercato, Vinicius ha continuato a essere protagonista anche sul campo, non sempre nel modo più sereno. L’episodio più clamoroso della stagione si è consumato a Lisbona, durante l’andata dei playoff di Champions League tra Benfica e Real Madrid. Al 52′, poco dopo aver segnato il gol dell’1-0 poi risultato decisivo, il brasiliano ha denunciato all’arbitro francese Letexier di aver ricevuto insulti razzisti da Gianluca Prestianni. La partita è stata interrotta per circa dieci minuti, con Vinicius seduto in panchina e categoricamente rifiutante di riprendere il gioco, mentre in campo scoppiava un parapiglia generale.

La gestione dell’episodio ha generato polemiche a non finire. José Mourinho, allenatore del Benfica, ha puntato il dito contro Vinicius, sostenendo che il brasiliano avrebbe dovuto festeggiare il gol in modo più rispettoso, evitando di «far arrabbiare 60 mila persone». Lo Special One ha anche citato la leggenda Eusebio per difendere l’identità del club portoghese. Vinicius, dal canto suo, ha risposto via social con parole nette: «I razzisti sono, prima di tutto, dei codardi. Hanno bisogno di coprirsi la bocca con la maglietta per dimostrare la loro debolezza». L’arbitro e i guardalinee non avevano sentito il presunto insulto di Prestianni, rendendo impossibile una sanzione immediata, ma l’episodio è destinato ad avere strascichi disciplinari in sede UEFA.

Non è la prima volta che Vinicius si trova al centro di episodi legati al razzismo. Già nel marzo 2024, in conferenza stampa dal ritiro del Brasile, il giocatore era scoppiato in lacrime ammettendo di avere «sempre meno voglia di giocare» a causa degli insulti ricevuti. Parole che avevano commosso il mondo del calcio e riacceso il dibattito sulla tutela dei giocatori di colore nei campionati europei.

Oggi, a settembre 2026, il futuro di Vinicius rimane avvolto nell’incertezza. L’ultimatum del Real Madrid è sul tavolo, l’Arsenal osserva, e il silenzio dei social del brasiliano parla più di mille dichiarazioni. Quello che è certo è che uno dei talenti più cristallini della sua generazione si trova a un bivio che potrebbe ridisegnare non solo la sua carriera, ma anche gli equilibri del calcio europeo.