Jannik Sinner, retroscena e segreti di Vagnozzi: “Non era così”

Articolo di Andrea Gussoni

“È incredibile quello che sta facendo. Il segreto del nostro team è che non facciamo questo lavoro perché siamo con il n. 1 al mondo ma perché è la nostra passione”.

Simone Vagnozzi ha concesso una lunga intervista a SportWeek per parlare ovviamente di Jannik Sinner, di cui è l’allenatore dal 2022:  “È incredibile quello che sta facendo. Il segreto del nostro team è che non facciamo questo lavoro perché siamo con il n. 1 al mondo ma perché è la nostra passione”.

Il tecnico azzurro ha raccontato anche come si costruisce una stagione di così alto livello: “Partiamo sempre da un calendario ideale, fatto a inizio anno. Poi però durante la stagione bisogna adattarsi. Una sconfitta prima del previsto può cambiare i piani, così come una serie di vittorie può portarti a saltare un torneo. Bisogna capire come sta Jannik fisicamente e anche mentalmente: a volte può servire qualche giorno di riposo e così faremo una sosta di 3 settimane dopo Roland Garros per poi tornare direttamente a Wimbledon”.

Alla domanda se Sinner stia cercando di recuperare il tempo perso lo scorso anno, Vagnozzi risponde così: “Non credo sia questo il punto. Jannik è sempre andato in ogni torneo con l’idea di fare il massimo. La motivazione era vincere un grande torneo sulla terra, prepararsi bene per il resto della stagione sul rosso e tornare numero uno. Ma lui una motivazione forte ce l’ha già dentro senza bisogno di stimoli esterni”.

Tra i rivali che hanno contribuito alla crescita del campione azzurro c’è anche Carlos Alcaraz: “Carlos ti mette davanti a difficoltà che ti obbligano a lavorare. Quando un avversario ti dà fastidio su una palla o su una situazione, tu devi trovare soluzioni. È successo con Medvedev, con Djokovic, con tutti i grandi. I campioni ti spingono a migliorarti”.

Sul rapporto con i media, il tecnico invita all’equilibrio: “Ci sono cose che leggi e ti fanno piacere, altre che ti danno fastidio. L’importante è non farsi condizionare e restare sulla strada giusta”. E aggiunge: “Nel 2022, quando abbiamo iniziato, la domanda era: vincerà mai uno Slam? Diventerà mai numero uno? Si diceva che Rune fosse più avanti. Ora che Jannik ce l’ha fatta sembra che fosse tutto normale, già scritto. Ma non era così”.

Per Vagnozzi, Sinner rappresenta oggi molto più di un campione: “Jannik è orgoglioso di rappresentare l’Italia e penso lo faccia nel modo migliore. Dà un esempio importante ai ragazzi: rispetto, educazione, valori giusti. È un ragazzo normale di 24 anni. Gli piace divertirsi, stare con gli amici. Quando è in campo è serissimo, ma fuori è un ragazzo gioioso”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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