Il campione sta recuperando dall'infortunio al ginocchio e a breve dovrà prendere una decisione definitiva su Pechino.
Jannik Sinner sta finalmente ultimando il percorso riabilitativo dopo l’infortunio al ginocchio che l’ha costretto a saltare Montreal, Cincinnati e US Open. L’altoatesino è tornato in campo diversi giorni fa per ritrovare il feeling con la racchetta e ora ci sono tre opzioni per il suo rientro nel circuito.
La prima ipotesi è quella di rivedere Sinner in campo al torneo ATP 500 di Pechino, dove è già regolarmente iscritto. La competizione, che l’Azzurro ha già vinto nel 2023 e nel 2025, si svolgerà dal 30 settembre al 6 ottobre: gli organizzatori sono fiduciosi sulla sua presenza ma deve essere ancora presa una decisione ufficiale.
La seconda ipotesi per il rientro di Jannik Sinner è quella che porta all’Europa: l’Azzurro potrebbe decidere di saltare Pechino per evitare di correre rischi tornando in campo nel torneo di Vienna previsto dal 26 ottobre all’1 novembre. C’è anche una terza opzione che, va detto, è la meno probabile e prevede che Sinner torni a giocare solo nel 2027.
Le probabilità sono molto poche ma l’Azzurro in carriera ha già vinto tutti i tornei autunnali e dunque, qualora dovesse esserci il minimo dubbio riguardo le sue condizioni fisiche, potrebbe anche decidere di prolungare il suo stop. Al momento non sono arrivati segnali né dal super campione né dal suo team: bisognerà vedere come procederanno le prossime settimane.
Il capitano italiano di Coppa Davis Filippo Volandri ha parlato così riguardo l’assenza di Jannik Sinner a Tennis Talk: “È stato lontano dai campi per quasi cinquanta giorni, il che spiega questo graduale aumento di intensità. Da quello che so, si sta allenando bene ed è in buona forma”.
Decisamente meno carino Mischa Zverev, fratello di Alexander, che a Sport1 ha sentenziato: “Dov’erano Sinner e Alcaraz? Perché non erano agli US Open? Perché erano infortunati. Perché si infortunano? Perché, in qualche modo, non sono abbastanza forti, o perché si sono impegnati troppo, o perché non riposano quando ne hanno bisogno”.