Il famoso coach ha parlato delle caratteristiche dell'Azzurro: "Djokovic 2.0? Ha senso"
Il popolare coach Patrick Mouratoglou sul suo profilo Facebook ha parlato di Jannik Sinner e delle caratteristiche che lo rendono il numero uno del mondo: “Cosa rende Jannik Sinner un incubo assoluto da affrontare in campo?”, si è chiesto l’ex allenatore di Serena Williams.
“Molte persone lo chiamano ‘Djokovic 2.0’, e ha assolutamente senso. Il suo movimento è incredibile, i suoi contrattacchi sono letali e non sbaglia quasi mai. Inoltre, ora colpisce la palla molto presto, togliendo all’avversario tutto il tempo. Al momento, Carlos Alcaraz sembra essere l’unico capace di metterlo davvero in difficoltà. Alcaraz ha una potenza esplosiva e, al suo massimo assoluto, può giocare un tennis migliore di Sinner. Tuttavia, è estremamente difficile mantenere quel livello pazzesco per un intero match, mentre Sinner rimane semplicemente perfettamente stabile”.
“È per questo che i loro scontri sono sempre così equilibrati ed emozionanti. Affrontare Sinner è estenuante perché può vincere il punto da qualsiasi posizione. Non puoi mai rilassarti in campo e non puoi mai costruire una strategia, perché sei sempre sotto pressione massima. Alla fine, la sua arma più grande non è solo creare pericolo con ogni singolo colpo… è il fatto che lo fa con una precisione quasi robotica”.
L’unico scontro diretto del 2026 tra Sinner e Alcaraz si è consumato in finale a Monte Carlo, con vittoria dell’Azzuro. Proprio per questo, l’attuale assenza di Alcaraz dai campi pesa in modo particolare sul circuito: lo spagnolo è fermo dal torneo di Barcellona per un infortunio al polso, ha saltato Roland Garros e Wimbledon, e il suo forfait anche a Cincinnati ha gettato seri dubbi sulla sua partecipazione agli US Open. Secondo l’ex finalista Slam Greg Rusedski, “non c’è alcuna possibilità che giochi agli US Open se ha saltato il torneo di Cincinnati”, mentre fonti vicine all’entourage dello spagnolo riferiscono che Alcaraz avrebbe recuperato soltanto il 55% della propria forma ottimale, con il suo team che avrebbe fissato una soglia minima dell’85-90% prima di autorizzare qualsiasi rientro in competizione.