L'ex tennista francese ha raccontato un retroscena sul campione italiano in una intervista alla BBC
Il duopolio Jannik Sinner-Carlos Alcaraz sta dominando il momento attuale del tennis mondiale: i due giovani campioni si sono spartiti gli ultimi otto tornei del Grande Slam e si sono affrontati ben sei volte in finale nel 2025, nonostante la sospensione del tennista italiano per il caso Clostebol. Mentre Alcaraz impressiona per il suo talento innato, Sinner riesce a primeggiare grazie alla sua perseveranza e al suo atteggiamento in campo, soprattutto dopo le sconfitte, che sfrutta per migliorare ulteriormente.
Questo particolare aspetto della mentalità di Sinner è stato ben illustrato dall’ex tennista francese Marion Bartoli, che in una intervista alla BBC ha raccontato un retroscena sul giocatore altoatesino. “L’ho incontrato dopo una delle sue sconfitte più dolorose, la finale del Roland Garros 2025 persa contro Alcaraz dopo tre match point sprecati. Ero incaricata di assegnare i trofei e sono rimasta molto sorpresa da come ha reagito subito a quella pesante sconfitta”, ha raccontato la vincitrice di Wimbledon 2013.
“Non appena mi ha vista, si è sforzato di alzarsi e venire a salutarmi. Si è congratulato con me per le interviste rilasciate durante il torneo e ha detto che sperava di vedermi a Wimbledon – ha spiegato Bartoli -. Francamente sono rimasta sbalordita e scioccata. Se avessi perso una partita del genere, avrei distrutto tutto nello spogliatoio e di certo non sarei riuscita a parlare con nessuno nel modo in cui ha fatto lui. E’ davvero fatto di un’altra pasta, e poi lo ha dimostrato vincendo a Wimbledon poche settimane dopo”.
Bartoli ha poi espresso scetticismo per la scelta di Alcaraz di cambiare allenatore. Lo spagnolo ha detto addio a Juan Carlos Ferrero alla fine del 2025: “Se Jannik Sinner vince i primi due Slam della stagione, l’Australian Open e il Roland Garros, allora Carlos richiamerà di corsa Juan Carlos Ferrero: è evidente. Alcaraz è un genio, ma se non viene guidato rischia di sbagliare. Ferrero gli parlava sempre tra un punto e l’altro, gli diceva cosa fare dal punto di vista tattico, se arretrare in risposta o servire più esterno”.
“Ferrero lo allenava dopo ogni singolo punto. Carlos non può avere lo stesso rendimento senza questa guida, e soprattutto contro Sinner. Avrà bisogno di un grande team, altrimenti non sarà competitivo contro le qualità che l’italiano sta continuando a sviluppare”.