L’ultima profezia su Jannik Sinner scatena i tifosi: “Preparatevi”

Articolo di Aldo Seghedoni

Il fuoriclasse della racchetta ha comunicato che parteciperà al torneo-esibizione del Six Kings Slam.

Smaltito il problema al ginocchio che l’ha tenuto fuori dai giochi negli ultimi mesi, Jannik Sinner è pronto a tornare e lo farà in occasione del torneo del Six Kings Slam in programma dal 27 al 30 dicembre a Riad, in Arabia Saudita. L’Azzurro testerà il ginocchio prima di tornare definitivamente nel circuito ATP.

Lo storico coach Rick Macci non ha dubbi riguardo il rientro dell’altoatesino e ha detto la sua attraverso un post su X: “Jannik Sinner tornerà più forte che mai. Quando un talento generazionale dotato di un arsenale di colpi devastanti da ogni angolo del campo è costretto a fermarsi per un infortunio, prende una situazione

negativa e la trasforma in un vantaggio, lavorando sui minimi dettagli del suo gioco per evolversi definitivamente”.
“Nel 2027, a meno di ricadute, preparatevi a vedere il Lanciafiamme italiano a pieno regime, pronto a colpire con potenza devastante. Non c’è dubbio riguardo al fatto che dovreste scommettere sul Razzo Rosso perché ha la stoffa e la determinazione per mettersi in tasca un paio di titoli del Grande Slam” ha sentenziato l’ex coach di campioni del calibro di del calibro di Andy Roddick, Jennifer Capriati, Maria Sharapova, Serena e Venus Williams.

Nel corso di un’intervista concessa a Repubblica, Jannik Sinner ha parlato così del problema al ginocchio: “Il corpo è l’unico avversario che non puoi battere, quando ti dice stop devi accettarlo e seguire i consigli degli specialisti – ha spiegato -. Fermo non ci sono mai stato, né ho voltato le spalle al tennis perché lui mi ha fatto del male. Anzi ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza è la parola giusta per questo periodo”.

Gli infortuni nel tennis si sono moltiplicati: “Serve avere una visione a lungo termine, non c’è solo l’oggi, si semina ora, ma il raccolto ha altri tempi. E la differenza la fa sempre il lavoro, la preparazione che fai, non la fortuna. Quella aiuta a vincere un punto, non la partita. Gli infortuni fanno parte dello sport, bisogna essere intelligenti”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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