L'Azzurro nel corso della sua intervista a La Repubblica si è confessato: "Al me stesso del passato consiglierei solo una cosa"
Jannik Sinner rompe il lungo silenzio e nel corso di una intervista a La Repubblica si è aperto parlando di se stesso, in un momento complicato della sua carriera a causa dell’infortunio al ginocchio.
“Fermo non ci sono mai stato, né ho voltato le spalle al tennis perché lui mi ha fatto del male. Anzi ho sempre lavorato molto sia in palestra che in campo e con i fisioterapisti. Pazienza è la parola giusta per questo periodo”, ha spiegato l’Azzurro, che ha sostenuto di non avere rimpianti per la sua carriera. “Al Sinner di 10 anni fa direi di vivere bene quei momenti, non ho rimorsi, non gli consiglierei di cambiare strada, ma di scegliere bene le persone di cui circondarsi”.
Il tennista altoatesino ha parlato anche della sua rivalità con Carlos Alcaraz: “Non siamo tutti uguali, i contrasti esaltano. Magari io vengo vissuto come il campione disciplinato e ostinato e Carlos come quello mediterraneo e stravagante. Questa è la cosa bella, avere qualcuno che ti spinge al limite. E il tennis ha sempre vissuto di questo: da Borg-McEnroe a Sampras-Agassi fino a quando la rivalità è diventata a tre con Federer-Nadal-Djokovic”.
Il campione di San Candido ha spiegato cosa lo rende felice: “La purezza di una domenica d’inverno con i miei amici a sciare sulle Dolomiti. La sensazione di una bella giornata facendo una cosa che ti piace. Ci metterei anche un qualsiasi momento con la mia famiglia e uno sui kart con Giovinazzi e Ciccone. A me la velocità piace, non è un mistero. Ho bisogno dell’adrenalina, di tenere lontana la noia”.