"Se Sinner e Alcaraz avessero giocato nell'era di Nadal e Djokovic, o anche nei primi anni 2000, non sarebbero diventati numero uno o numero due del mondo"
Il dominio esercitato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sul circuito ATP continua ad alimentare il dibattito tra addetti ai lavori ed ex campioni. Tra le voci più autorevoli e, al tempo stesso, più schiette c’è quella di Marat Safin, che non ha nascosto il proprio scetticismo sull’attuale livello del tennis maschile, arrivando a sostenere che i due fuoriclasse di oggi avrebbero avuto molte più difficoltà nell’epoca dei Big Three o persino nei primi anni Duemila.
Nel corso di una conversazione pubblicata su YouTube insieme alla sorella Dinara Safina e all’ex tennista Anna Chakvetadze, il russo ha precisato di non voler mettere in discussione il valore dell’azzurro e dello spagnolo, ma di ritenere che il contesto competitivo sia profondamente cambiato. “Non sono minimamente al livello di Federer. È un livello completamente diverso. Per raggiungere il livello di Federer bisogna ancora crescere molto”, ha dichiarato Safin.
L’ex numero uno del mondo ha poi ribadito il proprio pensiero sul confronto con i grandi campioni del recente passato. “Non voglio sminuire nessuno. È semplicemente il mio punto di vista. Se Sinner e Alcaraz avessero giocato nell’era di Nadal e Djokovic, o anche nei primi anni 2000, non sarebbero diventati numero uno o numero due del mondo. Non credo che sarebbero arrivati così lontano”.
Secondo Safin, il vero problema riguarda il generale abbassamento del livello del circuito ATP. “Il livello del tennis è calato. Non so perché sia successo, ma non è più lo stesso”, ha affermato, ricordando come durante la sua carriera il cammino nei tornei fosse molto più competitivo fin dai primi turni.
L’ex campione russo ha infine sottolineato quella che, a suo avviso, è la principale differenza rispetto al passato: la profondità del movimento. “Prima c’erano trenta o cinquanta giocatori capaci di esprimere un tennis straordinario. Oggi, al massimo, sono dieci. Arrivano in semifinale o in finale senza perdere un set e trovo questa situazione quasi ridicola”, ha concluso Safin, alimentando un confronto destinato a far discutere tra sostenitori delle diverse generazioni del tennis mondiale.