L'altoatesino, fermo dal 13 luglio scorso dopo il trionfo a Wimbledon a causa di un problema al ginocchio, sta lavorando per tornare in campo già al China Open di Pechino.
Mancano ormai poco più di due mesi all’appuntamento con la Coppa Davis, in programma a Bologna dal 24 al 29 novembre, subito dopo le ATP Finals di Torino. L’Italia, vincitrice delle ultime tre edizioni e già certa di un posto nei quarti di finale, attende di scoprire quale sarà la sua avversaria. Ancora tutta da definire, invece, la squadra che Filippo Volandri porterà a Bologna, anche per la vicinanza con le Finals. Intanto è già partito il consueto tormentone sulla possibile presenza di Jannik Sinner, che nel 2025 aveva rinunciato alla competizione. “Figurati se partecipa, non lo ha fatto lo scorso anno che stava bene, immaginati nel 2026” ha sottolineato più di un polemico sui social.
Nel frattempo saranno gli altri incontri a definire il tabellone. La Germania potrà contare su uno Zverev reduce dal trionfo agli US Open nella sfida contro la Croazia, mentre gli Stati Uniti di Shelton se la vedranno con la Repubblica Ceca. La Spagna affronterà invece il Cile senza Carlos Alcaraz, affidandosi al giovane Rafa Jodar. Il programma sarà completato dalle sfide Gran Bretagna-Ecuador, Austria-Belgio, Corea del Sud-India e Canada-Francia.
Sul fronte Sinner, il nodo centrale resta quello fisico. L’altoatesino, fermo dal 13 luglio scorso dopo il trionfo a Wimbledon a causa di un problema al ginocchio, sta lavorando per tornare in campo già al China Open di Pechino, in programma dal 30 settembre al 6 ottobre. Il suo staff sta procedendo con la massima cautela, evitando di accelerare i tempi per scongiurare ricadute pericolose. L’iscrizione al torneo cinese è già realtà, ma la sua effettiva presenza è ancora da confermare ufficialmente.
Il problema è che, guardando al calendario, la Coppa Davis arriverebbe a fine novembre in un momento potenzialmente delicato per il ginocchio dell’altoatesino. Dopo Pechino, il programma di Sinner prevede infatti il Masters 1000 di Shanghai, il Six Kings Slam in Arabia Saudita, l’ATP 500 di Vienna e le ATP Finals di Torino: un calendario fittissimo che potrebbe nuovamente pesare sulla decisione finale riguardo Bologna. Un copione già visto lo scorso anno, quando il forfait aveva scatenato numerose polemiche.
Il titolo di Zverev a New York ha acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori. Se Fabio Fognini ha ridimensionato il successo del tedesco sottolineando l’assenza di Sinner e le difficoltà di un Alcaraz rientrato dopo quattro mesi e mezzo di stop per l’infortunio al polso, Boris Becker ha difeso strenuamente il suo connazionale: “Trovo certi discorsi inaccettabili. Che colpa ne ha Sascha se Sinner si è infortunato e se Alcaraz è stato fermo per quattro mesi? Lui può battere esclusivamente gli avversari dall’altra parte della rete”. Toni Nadal, dal canto suo, ha invece sottolineato come questo secondo Slam trasformerà Zverev in un avversario “ancora più vicino” ad Alcaraz e Sinner, paragonando l’effetto psicologico della vittoria a quanto accaduto a Wawrinka dopo l’Australian Open 2014.