L'ex asso della racchetta non ha dubbi sull'altoatesino: "Sarà diventato ancora più maniacale".
Dopo l’infortunio che l’ha costretto a saltare Montreal, Cincinnati e US Open, Jannik Sinner sembra ormai vicino al ritorno in campo e l’obiettivo è la partecipazione al China Open previsto per fine mese. Nonostante il lungo periodo di assenza, il tennista azzurro Paolo Canè non ha grandi dubbi riguardo il ritorno di Sinner.
“Non meravigliamoci più di questi numeri uno del mondo anche se stanno fuori tre o quattro mesi, poi tornano e fanno partite pazzesche – ha detto nell’intervista concessa a Fanpage -. Sinner ha capito che, per quanto ti alleni ventiquattr’ore al giorno e programmi ogni minimo dettaglio, lungo il percorso ci sono degli imprevisti che semplicemente non puoi calcolare”.
“Può fare scuola a tutti su allenamento, alimentazione, riposo e programmazione, ma a volte tutto questo non basta. Ci sono fattori esterni che sfuggono al controllo. L’esperienza del Roland Garros, ad esempio, è servita molto: gli ha fatto capire che, se vuoi far correre la macchina ai massimi livelli per tanti anni, devi essere sempre al 100% della condizione”.
“Proprio alla luce di questa lezione, credo sia diventato ancora più maniacale nella gestione del calendario: scende in campo solo quando sente di stare davvero bene – ha continuato l’ex campione Azzurro -. Sapendo che poi, purtroppo, lo scotto dell’imprevisto resta sempre dietro l’angolo”.
“Ora sta giocando e si sta allenando, mi sembra che ci siamo. Avrebbe potuto giocare anche agli US Open all’80% o a mezzo servizio, arrivando comunque in fondo al tabellone. Però, se vai a compromettere ulteriormente un infortunio aggravando la situazione, poi ci vuole ancora più tempo per rientrare” ha concluso Paolo Canè.