Gli spagnoli si chiedono perché il numero uno del mondo non abbia ancora disputato la competizione
Jannik Sinner è l’incontrastato numero uno del mondo dopo il secondo trionfo consecutivo a Wimbledon. Il tennista altoatesino ha accumulato 80 settimane complessive in testa al ranking ATP ed è entrato ufficialmente nella top 10 di tutti i tempi: nel mirino ora ci sono Andre Agassi e Bjorn Borg. Dalla Spagna si chiedono perché l’Azzurro nonostante il suo blasone non abbia ancora partecipato ad una edizione della Laver Cup, la competizione creata da Roger Federer che vede i giocatori europei opporsi al resto del mondo.
Per l’edizione di settembre a Londra sono già stati annunciati gran parte dei giocatori dei due team: figurano Carlos Alcaraz e Alexander Zverev e quasi tutti i top 10 attuali, a parte appunto Jannik Sinner. In passato tutti i migliori tennisti hanno partecipato all’evento, dai Big Three a Murray, Medvedev, Berrettini e molti altri.
Il sito spagnolo Puntodebreak ha fatto delle ipotesi sulle assenze costanti dell’Azzurro all’evento: in primis si mette in risalto la meticolosità della preparazione del campione di Sesto Pusteria, che lo scorso anno aveva ad esempio rinunciato alle finali di Coppa Davis proprio per riposare e lavorare al meglio nel corso della pausa invernale. A parte il Six Kings Slam, Sinner ha inoltre sempre snobbato i tornei d’esibizione.
Secondo il sito spagnolo ci potrebbe però essere un’altra ragione: il rapporto con Roger Federer è più freddo rispetto ad esempio di quello di Alcaraz con King Roger. Nonostante la stima dichiarata, i due sono stati visti insieme pochissime volte e sono rare le foto scattate in coppia. I due non si seguono su Instagram. A Wimbledon Federer è stato sempre presente nell’ultima settimana, ma non ha mai assistito ad un match del numero uno del mondo.
Sul campo, intanto, Sinner continua a stupire. La stagione 2026 è già entrata nella storia del tennis con un bilancio di 44 vittorie e sole 3 sconfitte, per una percentuale di successi del 93,6% che lo colloca nella top 5 delle migliori annate dell’era Open. Davanti a lui resistono soltanto stagioni leggendarie: il 94,8% di Roger Federer nel 2006, il 95,3% sempre dello svizzero nel 2005, il 95,9% di Jimmy Connors nel 1974 e il record assoluto di John McEnroe nel 1984, con un incredibile 96,5%. Le tre sconfitte dell’anno sono arrivate in circostanze particolari: la semifinale degli Australian Open contro Djokovic dopo essere stato avanti due set a uno, i quarti di Doha contro un ispiratissimo Jakub Mensik e il drammatico ritiro al Roland Garros per malore contro l’argentino Cerundolo, quando conduceva 5-1 nel terzo set.