Novak Djokovic ridimensiona Jannik Sinner: “Oggi le cose sono diverse”

Articolo di Andrea Gussoni

"Non ho avuto il tempo necessario per recuperare in vista della semifinale e non ero fresco come avrei voluto essere"

Novak Djokovic continua a sfidare il tempo e a riscrivere la storia del tennis. Anche a Wimbledon il fuoriclasse serbo è riuscito a spingersi fino alle semifinali Slam, confermando una longevità sportiva fuori dal comune. Il cammino si è però fermato contro Jannik Sinner, poi vincitore del torneo, complice anche una condizione fisica non ottimale dopo la durissima battaglia dei quarti di finale contro Felix Auger-Aliassime.

In un’intervista rilasciata alla CBS, Djokovic ha spiegato le difficoltà incontrate. “Il corpo sta rispondendo in modo diverso, è semplicemente biologia. Non ho avuto il tempo necessario per recuperare in vista della semifinale e non ero fresco come avrei voluto essere. Questo senza togliere nulla a Sinner, che ha meritato di vincere il torneo. Oggi le cose sono diverse per me”.

Il 39enne serbo non cerca giustificazioni, ma prende atto del naturale trascorrere del tempo. Allo stesso tempo, però, ribadisce la propria filosofia: “Cerco sempre di essere migliore rispetto al giorno precedente”. L’obiettivo del 25° titolo del Grande Slam resta più vivo che mai. Djokovic continua a inseguire un traguardo che rappresenterebbe un’altra impresa storica e guarda con fiducia al prossimo US Open.

“È lo Slam che trovo più emozionante”, ha raccontato. “Una delle ragioni principali per cui continuo a giocare è l’energia che mi trasmette il pubblico, insieme al rispetto e all’affetto che ricevo, soprattutto negli ultimi anni. Non potrò mai ringraziare abbastanza le persone per questo sostegno”. Ripensando al proprio percorso, Djokovic ha ricordato le difficoltà vissute durante l’infanzia in Serbia, in un periodo segnato dalla guerra e dalle profonde crisi che hanno colpito il Paese.

“Lo sport è stato il mio rifugio. Mi riporta alla mia infanzia, alla mia educazione e a un Paese devastato dai conflitti degli anni Novanta, dall’embargo, dalle sanzioni, dalla crisi economica e sociale. Ho scelto uno degli sport più costosi e i miei genitori hanno fatto di tutto per sostenermi”. Una storia di sacrifici che lo ha portato a entrare nell’élite assoluta del tennis mondiale, accanto a campioni come Roger Federer, Rafael Nadal e Serena Williams.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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