Ovviamente non si tratta di una notizia reale ma rende bene l'idea di quello che è oggi il panorama del tennis mondiale.
Premessa doverosa: per chi non lo sapesse, Lercio è una testata italiana che si occupa esclusivamente di satira. Non pubblica notizie reali, ma articoli inventati con l’obiettivo di far ridere e, allo stesso tempo, parodiare il linguaggio e i toni del giornalismo tradizionale. Il suo stile si basa su titoli volutamente assurdi, paradossali o esagerati, che imitano quelli delle notizie vere ma li portano all’estremo.
E proprio su Lercio oggi è spuntato un articolo dal titolo: “Sinner accetta di farsi clonare per avere un avversario in attesa del ritorno di Alcaraz”. Ovviamente non si tratta di una notizia reale: Sinner non ha mai dichiarato nulla del genere, né esiste alcun progetto di clonazione ma rende bene l’idea di quello che è oggi il panorama del tennis mondiale, con due dominatori assoluti di cui uno infortunato e con l’altro che sembra avere vita facile con tutti gli altri giocatori del pianeta.
In questo vuoto lasciato dal suo principale rivale, Sinner si presenta agli Internazionali d’Italia da dominatore assoluto, forte di cinque Masters 1000 consecutivi conquistati tra Parigi 2025 e Madrid 2026, un filotto senza precedenti nella storia del tennis. A Roma ha ora la concreta possibilità di battere il record di vittorie consecutive nei Masters 1000 detenuto da Novak Djokovic, fermo a 31: l’azzurro è a quota 28 e ne basterebbero quattro per superare Nole.
Voci autorevoli come quelle dell’ex Top 15 ATP Sam Querrey non lasciano spazio ai dubbi: “È di gran lunga il miglior giocatore del mondo. Senza Alcaraz, chi dovrebbe batterlo? Non vedo nessuno in grado di fermarlo a Roma”. A certificare la dimensione del fenomeno ci sono anche le parole di Andy Roddick, ex numero uno del mondo, che nel suo podcast ha sottolineato la continua evoluzione tecnica dell’altoatesino: “È assurdo guardarlo quattro anni fa e poi adesso: la forza, il movimento, il servizio… ora è completo. Ha aggiunto la smorzata corta di dritto e ha ampliato le varianti sul rovescio. Il suo livello medio, con cui ti domina da fondo campo, è straordinario”. Un giudizio che si somma a quello di Toni Nadal, zio ed ex allenatore di Rafael, che commentando la finale di Madrid — durata appena 58 minuti contro Zverev — ha dichiarato: “Sinner ha fatto capire a Zverev di essergli superiore in tutto. Jannik è un giocatore solido e continuo, ha completamente cancellato la fiducia di Zverev”.