Chi aveva sperato in una convocazione in extremis ha dovuto arrendersi ancora: in tanti, però, chiedono spiegazioni.
Le convocazioni ufficiali per la Laver Cup 2026, divenute definitive con l’inserimento, nel Team Europe, di Casper Ruud, hanno rimesso benzina sul fuoco di una discussione che, ormai, accompagna ogni annuncio legato alla competizione. L’Europa e il Team World hanno definito i loro sei alfieri per l’appuntamento di Londra in programma a fine settembre, ma il nome che continua a catalizzare l’attenzione è quello che non compare, anzi non è mai comparso in questa competizione: quello di Jannik Sinner.
Alla O2 Arena torneranno Yannick Noah e Andre Agassi alla guida dei due team. L’Europa si affiderà a Carlos Alcaraz, Alexander Zverev, Flavio Cobolli, Casper Ruud, Jakub Mensik e Rafael Jodar; il Team World risponderà con Alex de Minaur, Ben Shelton, Taylor Fritz, Alexander Bublik, Learner Tien e Tommy Paul. I sostituti saranno annunciati più avanti, ma la struttura è già definita. E appena pubblicate le liste, i social hanno iniziato a ribollire.
Da una parte, i tifosi di Alcaraz hanno celebrato la sua presenza come un segno di continuità: il murciano vive la Laver Cup come un palcoscenico naturale, un evento che sente suo. Dall’altra, la community italiana ha rilanciato la domanda che ormai è diventata un tormentone: perché Sinner non c’è nemmeno stavolta? Su X e Instagram sono spuntati commenti che oscillano tra ironia e analisi più serie, con molti utenti che parlano di “scelta professionale” e altri che invece vedono nell’assenza un “mistero che prima o poi andrà chiarito”.
Già nei giorni scorsi gli spagnoli avevano provato a mettere il dito nella piaga: il portale specializzato ‘Puntodebreak’, ad esempio, aveva parlato nelle scorse settimane di una certa freddezza fra Sinner e Roger Federer, ideatore della Laver Cup, anche se i due campioni, per fare un esempio recentissimo, si sono ritrovati a Wimbledon assieme al pilota di Formula 1 Kimi Antonelli, scambiandosi sorrisi e battute.
Laver Cup o no, Jannik Sinner continua a dominare il circuito. Con 82 settimane complessive al numero uno e una stagione da 44 vittorie e 3 sconfitte, Sinner è entrato nella top 10 delle permanenze in vetta e viaggia con percentuali clamorose. Solo Federer (proprio lui), Jimmy Connors e John McEnroe hanno fatto meglio in annate singole. Le tre sconfitte dell’anno, contro Djokovic in Australia, Mensik a Doha e Juan Martin Cerundolo al Roland Garros, dopo il malore arrivatoa un passo dalla vittoria, non hanno scalfito la sua leadership.
La Laver Cup, però, resta un capitolo a parte. Alcaraz la abbraccia, Sinner la evita. E le convocazioni ufficiali di Londra non fanno che riaccendere un caso che vive ormai su due fronti: quello tecnico, legato alla programmazione e alle priorità, e quello social, dove ogni dettaglio diventa spunto per confronti, teorie e discussioni che non si spengono mai.