Laver Cup

Aggiornato Sab 26 Set 2026 alle 16:28

Le ultime notizie sulla Laver Cup raccontano di una competizione che continua a far parlare di sé, non soltanto per i risultati sul campo ma anche per le assenze che tengono banco sui social e nelle discussioni degli appassionati. Con le convocazioni ufficiali per l’edizione 2026 di Londra ormai definite, il torneo ideato da Roger Federer si prepara a un nuovo capitolo alla O2 Arena, la stessa che nel 2022 aveva ospitato l’addio al tennis del campione svizzero.

Londra 2026: le convocazioni e il caso Sinner

Le ultime novità riguardano la composizione dei due team per l’edizione in programma a fine settembre 2026. Il Team Europe, guidato ancora una volta da Yannick Noah, schiera Carlos Alcaraz, Alexander Zverev, Flavio Cobolli, Casper Ruud, Jakub Mensik e Rafael Jodar. Il Team World, con Andre Agassi in panchina — ruolo che ricopre dal 2025 dopo aver rilevato John McEnroe — risponde con Alex de Minaur, Ben Shelton, Taylor Fritz, Alexander Bublik, Learner Tien e Tommy Paul.

Ma la vera notizia, come ormai accade a ogni annuncio legato alla competizione, è un’assenza: quella di Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, autore di una stagione straordinaria con 44 vittorie e sole 3 sconfitte, non ha mai preso parte alla Laver Cup e anche per il 2026 il suo nome non figura tra i convocati. Sui social la community italiana ha rilanciato con forza la domanda che è diventata un tormentone: perché Sinner continua a non esserci? Le risposte oscillano tra chi parla di scelta professionale legata alla programmazione del calendario e chi intravede motivazioni più profonde, alimentate anche da alcune voci — mai confermate — su una presunta freddezza con Federer, ideatore della manifestazione. Un’ipotesi che però stride con le immagini dei due sorridenti insieme a Wimbledon, in compagnia del pilota di Formula 1 Kimi Antonelli.

Nel frattempo Alcaraz, al contrario, abbraccia la Laver Cup come un palcoscenico naturale, confermandosi presenza fissa del Team Europe. L’edizione 2025 a San Francisco aveva già visto lo spagnolo protagonista, con la vittoria in doppio al fianco di Mensik contro Fritz e Michelsen.

Un format che cresce, tra storia e novità

La Laver Cup ha percorso molta strada dalla sua prima edizione nel 2017 a Praga. Quella del 2026 sarà la nona edizione, con il Team Europe che vanta cinque successi complessivi contro i due del Team World. Il momento più iconico della competizione resta però l’edizione 2022 alla O2 Arena di Londra, quando Roger Federer si congedò dal tennis con un doppio in coppia con Rafael Nadal, lasciando il pubblico in lacrime e regalando al tennis una delle pagine più emozionanti della sua storia recente. «L’eredità di Roger vivrà per sempre», aveva detto Novak Djokovic in quell’occasione.

Da allora la competizione ha cambiato pelle. Federer è passato dal campo alla guida tecnica, diventando il riferimento del progetto. Bjorn Borg ha lasciato la panchina del Team Europe dopo il 2024, con Noah che ha raccolto il testimone. Sul fronte opposto, Agassi ha sostituito McEnroe portando una nuova energia al Team World, con l’obiettivo dichiarato di costruire rapporti di fiducia con i giocatori e trovare gli abbinamenti giusti per strappare la coppa all’Europa.

Il format della competizione, con i punti che aumentano di valore giornata dopo giornata — uno il venerdì, due il sabato, tre la domenica — garantisce sempre equilibrio e spettacolo fino all’ultimo. Lo aveva dimostrato anche l’edizione 2024 a Berlino, dove il Team World era riuscito a ribaltare situazioni apparentemente compromesse grazie proprio alla struttura del punteggio. Frances Tiafoe contro Daniil Medvedev era stato uno degli snodi cruciali di quell’edizione, con lo statunitense che aveva portato il Resto del Mondo in vantaggio nella seconda giornata.

Sinner come modello, Alcaraz come simbolo

Al di là delle polemiche sulle assenze, la Laver Cup resta una vetrina importante per il tennis mondiale. Non a caso Stefanos Tsitsipas, parlando proprio a margine dell’edizione 2024, aveva indicato Sinner e Alcaraz come modelli da seguire: «Ci insegnano che bisogna provarci per davvero. Si fa così per aggiudicarsi uno Slam». Parole che fotografano bene il momento del tennis, con i due giovani campioni — quattro Slam divisi tra loro nel solo 2024 — che hanno ridisegnato le gerarchie del circuito ATP.

Sinner, con 82 settimane complessive al numero uno e percentuali da record, è entrato nella top 10 delle permanenze in vetta nella storia del tennis. Eppure la Laver Cup continua a essere un capitolo che lo riguarda solo indirettamente, come argomento di discussione piuttosto che come protagonista in campo. Se questa resterà una scelta definitiva o se in futuro il campione altoatesino deciderà di abbracciare la competizione, è una delle domande aperte che accompagneranno il tennis nei prossimi anni. Per ora, a Londra a fine settembre, il palcoscenico sarà ancora una volta di Alcaraz e compagni.