Il tennista di Murcia è tornato sulla questione degli infortuni dopo la vittoria contro Tommy Paul
Altro grido di allarme di Carlos Alcaraz dopo la vittoria agli US Open contro lo statunitense Tommy Paul, che gli ha permesso di raggiungere i quarti di finale dello Slam di New York dopo essere rimasto fermo per oltre quattro mesi. Il campione spagnolo ha puntato i riflettori proprio sui problemi fisici che stanno tormentando i tennisti di vertice e ha confermato che cambierà il suo calendario a partire dalla prossima stagione.
“Vorrei davvero che la mia carriera durasse per i prossimi 10 o 15 anni, quindi voglio prendermi cura della mia salute mentale e fisica. Coglierò l’occasione di fermarmi quando potrò. Il tennis può essere imprevedibile, perché non sai quante partite vincerai, se i tornei dureranno una sola partita o sette. Dipenderà da come mi sentirò fisicamente, mentalmente, se avrò bisogno di lunghe pause all’inizio dell’anno, a metà o alla fine”.
Alcaraz ha citato come esempio i casi di Jannik Sinner, Jack Draper, Joao Fonseca a altri: “Stiamo vedendo molti giocatori infortunarsi o sentirsi male durante i match. Se non fanno nulla al riguardo, in futuro vedremo ancora più forfait. Dovrò fermarmi almeno uno o due mesi, saltando alcuni tornei, perché è impossibile giocarli tutti. Se si vuole giocare fino a 34, 35, 36 anni dovremo saltare tutti qualche torneo, ed è un aspetto che il Tour deve prendere in considerazione”.
Al coro di protesta si è unita anche Aryna Sabalenka, che ha espresso una posizione altrettanto netta: “Vorrei vedere dei cambiamenti nel calendario e l’eliminazione dei tornei obbligatori per lasciare ai giocatori la decisione su cosa sia meglio per la loro salute. È diventato estremamente intenso. Soprattutto quando giochi al livello di Carlos, con una tale regolarità, è molto difficile per il corpo. Se non riducono il numero di tornei obbligatori, dovremo sacrificare punti, il nostro ranking o qualcos’altro, per proteggere il nostro corpo”.