Jannik Sinner e la scarpa insanguinata: il fuoriclasse azzurro spiega (e ci scherza su)

Articolo di Nicola Lama

Il dettaglio non era sfuggito agli appassionati, che si erano interrogati da subito sulle possibili cause della ferita.

Jannik Sinner ha iniziato a Wimbledon la difesa del titolo vinto nel 2025 con un sorriso, nonostante la fatica e la tensione di una battaglia durata tre ore e mezza contro Miomir Kecmanovic. “È un onore essere il giocatore che inaugura il Campo Centrale in questa edizione”, ha raccontato dopo i cinque combattuti set contro Miomir Kecmanovic. “All’inizio ero un po’ teso e non ho giocato al meglio. Poi sono riuscito a entrare in partita e sono contento di aver rimontato, anche perché il terzo set è stato difficile da mandare giù”.

Il tema che ha fatto più discutere, però, è stato un altro: la macchia rossa sulla scarpa destra, diventata virale in pochi minuti. Sinner l’ha liquidata con naturalezza, scherzando sul ‘dress code’ imposto ai giocatori in campo a Londra: “Sto bene, sembra molto peggio di quel che è. Sono sorpreso che mi abbiano continuato a far giocare vista la regola del bianco! Comunque è solo un problemino a un’unghia. Non volevo fermare il match: io e Miomir avevamo un buon ritmo e non volevo essere di disturbo a nessuno, né portare via tempo”.

La partita, per lui, non era una come le altre: “Ero molto nervoso quando ho rimesso piede su un campo così prestigioso come questo. Tornare qui da campione uscente è importantissimo, sono contento di aver vinto: ci sarà qualcosa da migliorare, ma sono soddisfatto”.
Sul piano tecnico, Sinner è stato chiaro: “Cosa devo fare? Evitare gli errori dei primi due set, anche se è normale commetterli: le prime partite non sono mai facili. Ho cercato di alzare il livello quando ce n’era bisogno. E poi, comunque, Miomir ha giocato benissimo”.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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