Jannik Sinner rialza subito la testa e porta a casa il secondo set

Articolo di Aldo Seghedoni

Reazione decisa dell'Azzurro che chiude il secondo parziale con il risultato di 6-3.

Dopo un’insolita quantità di errori nel primo set della sfida contro Kecmanovic Jannik Sinner ha rialzato la testa chiudendo il secondo parziale con il risultato di 6-3.

Nel secondo set Sinner ha tenuto agilmente il primo turno di battuta e, subito dopo, ha strappato il servizio a Kecmanovic grazie a un ottimo dritto lungolinea. L’azzurro ha consolidato il vantaggio sul 3-0 affidandosi al servizio, per poi concedere il primo game del set al serbo dopo un parziale di troppi errori gratuiti da fondo.

Il numero uno al mondo non si è scomposto ed è volato sul 4-1 con un game a zero suggellato dal decimo ace del match, mentre Kecmanovic si è salvato nel gioco successivo grazie all’uso chirurgico della palla corta. Sinner ha tremato sul 4-2, dove è stato costretto ad annullare una pericolosa palla break ai vantaggi, ma è riuscito comunque a salire sul 5-2.

Dopo un sussulto d’orgoglio del serbo che ha accorciato sul 5-3, Sinner è andato a servire per il set: nonostante il quarto doppio fallo della sua partita, l’italiano non ha perso la testa e ha chiuso i conti sul 6-3 con l’undicesimo ace di giornata, pareggiando i conti nel computo dei set.

Nel primo set Sinner aveva accusato troppi passaggi a vuoto e una vistosa fallosità da fondo campo, riuscendo a rimanere a galla quasi esclusivamente grazie a un ottimo rendimento al servizio (con sei ace messi a segno).

L’equilibrio iniziale si era spezzato sul 4-4 quando l’azzurro, avanti 40-15 sul proprio turno di battuta, si era improvvisamente complicato la vita con una serie di errori gratuiti e due doppi falli consecutivi, consegnando a Kecmanovic il break decisivo. Il serbo, glaciale, ne aveva approfittato subito dopo per chiudere il parziale sul 6-4 con un autorevole game a zero.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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